Camillo di Christian RoccaL'uccisione del dottor Tiller

New York. Barack Obama ha provato a liberarsi della questione aborto, la grande nube nera che incombe sulle società occidentali e non solo, con il discorso di qualche settimana fa all’Università cattolica di Notre Dame e con un’intera campagna elettorale centrata sull’abbassare i toni e sul cercare un terreno comune tra le rispettabili ragioni di chi difende il diritto di scelta della donna a interrompere la gravidanza e quelle di chi considera sacra la vita.

New York. Barack Obama ha provato a liberarsi della questione aborto, la grande nube nera che incombe sulle società occidentali e non solo, con il discorso di qualche settimana fa all’Università cattolica di Notre Dame e con un’intera campagna elettorale centrata sull’abbassare i toni e sul cercare un terreno comune tra le rispettabili ragioni di chi difende il diritto di scelta della donna a interrompere la gravidanza e quelle di chi considera sacra la vita.
Negli anni di Bush il dibattito acceso sull’aborto non si è mai sopito, ma sono scomparsi gli episodi di violenza estrema che avevano insanguinato gli anni Novanta. Nel 1994 erano stati assassinati quattro medici, da militanti antiabortisti. Altri due sono stati uccisi nel 1998. L’assassinio a sangue freddo del dottor George Tiller, domenica mattina dentro la chiesa luterana di Wichita, in Kansas, ha fatto ripiombare l’America indietro di dieci anni. Le reazioni sono di rabbia e sgomento, da entrambe le parti della barricata, ma i giornali cominciano a trovare dichiarazioni di persone dell’ala più fanatica del movimento antiabortista convinte che la morte di Tiller non sia un omicidio.
“Sono scioccato e indignato”, ha detto Obama, perché “non importa quanto profonde siano le nostre differenze su questioni così difficili come l’aborto, non possono essere risolte da abominevoli atti di violenza”. Il tentativo di Obama incontra numerosi ostacoli, anche tra i suoi, come dimostrano le critiche rivolte al giudice Sonia Sotomayor, nominata dal presidente alla Corte Suprema e accusata di non avere un curriculum abortista perfettamente in regola, non solo perché cattolica, ma soprattutto perché in alcuni casi giudiziari ha emesso sentenze che davano ragione ai militanti antiabortisti.
Il fronte pro-life contesta a Obama, al di là della retorica pacificatoria, di non aver ancora fatto nulla di concreto per conciliare le due parti e di non aver ancora elaborato una strategia per limitare gli aborti, come aveva promesso. Anzi, c’è chi sottolinea che le scelte della Casa Bianca siano a direzione unica, a cominciare dai grandi finanziamenti federali per le politiche internazionali di “salute riproduttiva”, fino alla nomina al dipartimento della Sanità di Kathleen Sebelius, l’ex governatrice cattolica abortista del Kansas che nel suo stato è stata spesso alleata del medico ucciso domenica a Wichita.
George Tiller, 67 anni, guidava una delle tre cliniche americane, la Women’s Health Care Services, dove si continua a fornire il servizio di interruzione di gravidanza oltre il momento in cui il feto è considerato in grado di sopravvivere fuori dall’utero. L’aborto nelle ultime settimane o addirittura negli ultimi giorni di gravidanza, vietato anche in Italia dalla legge 194, in America è diventato illegale soltanto nel 2003 con una legge approvata durante la presidenza Bush. La legge contro il late-term abortion, confermata dalla Corte Suprema due anni fa, vieta la cosiddetta pratica della nascita parziale, ovvero l’aborto realizzato con la tecnica dell’aspirazione del cervello del feto partorito soltanto a metà, per non incorrere nel reato di omicidio. Il medico afferra con una pinza i piedi del feto e porta fuori dall’utero prima le gambe poi il corpo, tranne la testa. A quel punto esegue un’incisione alla base del cranio per aspirare il cervello, poi completa il parto.

Giubbotto antiproiettile e auto blindata
Tiller è stato per anni un obiettivo dei militanti antiabortisti. Nel 1993 gli hanno sparato a entrambe le mani e per un certo periodo è stato protetto da agenti federali. Per anni ha girato con il giubbotto antiproiettile e con un’automobile blindata. La sua clinica è stata fatta saltare in aria con una bomba ed è stata ricostruita con vetri antiproiettile e protetta come un bunker. Ci sono state anche più frequenti proteste pacifiche, oltre che numerose denunce finite in tribunale. Nel 1991, Tiller e la sua clinica sono diventati l’obiettivo principale delle manifestazioni “Estate di misericordia” organizzate dal gruppo “Operation Rescue”. L’uomo sospettato di averlo ucciso, Scott Roeder, nel 2007 aveva inviato un commento sul sito del gruppo per domandare se qualcuno avesse mai pensato di andare in quella chiesa a chiedere conto al dottore e agli altri fedeli del suo lavoro. Più di recente il dottor Tiller è stato accusato dalla star dei talk show televisivi americani, Bill O’Reilly di Fox News, di essere “un assassino di bambini” perché “distrugge feti per qualsiasi ragione e fino al giorno della nascita per cinquemila dollari”. O’Reilly gli ha dato di nazista, maoista, stalinista e lo ha paragonato a un militante di al Qaida.

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