La SmorfiaReferendum nucleare: questioni di democrazia apparente

In termini tecnici, la sottrazione del referendum sul nucleare alla consultazione popolare, è giuridicamente corretta. Come è giustificato dalla legislazione vigente l’ utilizzo, ai minimi termini...

In termini tecnici, la sottrazione del referendum sul nucleare alla consultazione popolare, è giuridicamente corretta. Come è giustificato dalla legislazione vigente l’ utilizzo, ai minimi termini storici, delle due Camere del Parlamento, per la discussione, elaborazione e produzione di leggi.

Il problema che oggi si pone, di fronte a questa situazione, è un problema di svuotamento del significato e dei contenuti della Carta Costituzionale. Ovvero l’ insieme delle norme scritte nella Carta, che in parte delegano al legislatore la propria attuazione, sono soggette ad un procedimento sistematico di espropriazione del proprio valore semantico: separazione della norma dal proprio valore storico, sociale e culturale, trasformandola di fatto in una questione procedurale.

E’ in questi casi che la Carta perde quasi integralmente la propria forza ed il suo valore di legge suprema.
Quello che avviene normalmente nelle dittature costituzionali, dove un oligarchia di individui basa il proprio controllo assolutistico su di uno Stato attraverso la legittimazione di una carta costituzionale formale che in sostanza delega ad essi qualsiasi tipo di potere. Come accaduto a partire nella seconda metà del secolo scorso in molti paesi dell’ america latina (vedi la costituzione cilena del generale Augusto Pinochet). Una carta senza valore, quindi.

Abbiamo cioè scoperto che è possibile prendere il più importante testo su cui fonda la Repubblica Italiana e svuotarlo completamente del proprio significato.
Il referendum, principale strumento di democrazia diretta, viene in tal senso ridotto a questione procedurale. E’ sufficiente cambiare una virgola per deprivare i cittadini che hanno voluto e chiesto, a norma di Costituzione, tale consultazione dal proprio diritto di esprimere una scelta.
E’ una questione che ovviamente trascende lo specifico del nucleare o del probabile ulteriore esproprio della consultazione sull’ acqua pubblica e coinvolge strutturalmente il contesto normativo ed istituzionale del nostro paese.
Una situazione grave che rende di fatto la nostra una democrazia apparente.

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