Punto e a CapoSalviamo sorella Acqua

 “Maledetti voi!”. Per coloro che hanno votato in Parlamento per la privatizzazione dell'acqua, non posso usare altra espressione che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca: «Guai a voi, ricchi!»...

“Maledetti voi!”.
Per coloro che hanno votato in Parlamento per la privatizzazione dell’acqua, non posso usare altra espressione che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca: «Guai a voi, ricchi!» (Lc 6,24).
“Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua. Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questa è la più clamorosa sconfitta della politica. È la stravittoria dei potentati economico-finanziari e delle lobby internazionali. È la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business”.

Così, si esprimeva Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, partecipando a conferenze, eventi e marce in tutta Italia, dopo che il nostro Parlamento (primo in Europa!) ha votato il 19 novembre 2009 la legge Ronchi, che dichiarava l’acqua un bene di rilevanza economica.

La cittadinanza attiva italiana ha, però, ottenuto una straordinaria vittoria raccogliendo un milione e quattrocentomila firme per chiedere un Referendum contro la privatizzazione dell’acqua e questo grazie alla convergenza di forze sociali che andavano da associazioni laiche come Arci o Mani Tese, o cattoliche come Agesci o Acli, da sindacati, da movimenti come “NO TAV” o “NO Dal Molin”, da reti come Lilliput o Assobotteghe.

In nessun referendum, si era mai visto un tale schieramento di forze sociali così trasversali, che hanno trovato poi la capacità di organizzarsi a livello locale, provinciale, regionale.
L’acqua, fonte della vita, è riuscita a riunire la cittadinanza attiva e tutto questo è avvenuto senza l’appoggio dei partiti, senza soldi e senza la grande stampa.

Oggi, solo il 3% di tutta l’acqua del mondo è potabile e, di questa percentuale, il 2% dell’acqua è racchiusa nei ghiacciai, quindi in serio pericolo di fronte al surriscaldamento della terra.
Di questo stesso 3%, il 2,70% è usato per l’agricoltura industriale governata dai
ricchi del mondo mentre 1 miliardo e 400 milioni di persone non hanno
accesso all’acqua e, secondo l’ONU diverranno 3 miliardi in trent’anni.
Per accaparrarsi la percentuale residua corrono le multinazionali ma l’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per farne illecito profitto.

La Corte Costituzionale, a Gennaio, ha ammesso due dei quesiti referendari per i quali lo scorso anno erano state raccolte le firme dando il via al Referendum sull’acqua, del 12 e 13 Giugno prossimi.
Più precisamente, ha approvato il primo quesito, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua.

Dobbiamo, ora, lavorare sodo per informare, sensibilizzare e convincere 25 milioni di italiani ad andare a votare (questo è il quorum necessario per la validità del referendum).

Sarà una campagna referendaria molto dura perché abbiamo davanti un sistema economico-finanziario che non può perdere l’oggetto del desiderio del XXI secolo: “Dobbiamo far nascere il nuovo dentro un Sistema che mercifica tutto, anche le persone” .

Come afferma Zanotelli, sull’acqua ci giochiamo tutto sia per noi, sia per i poveri.
Se perdiamo l’acqua, abbiamo perso tutto: dobbiamo vincere!
Se ce l’hanno fatta l’Uruguay, la Bolivia, l’Ecuador, Parigi, ce la possiamo fare anche noi.

Diamoci tutti da fare perché “i fiumi ritornino a battere le mani”.

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