Blow-UpUn saluto da… Le cartoline di viaggio più “dolci” del mondo

La luna di miele, l'idillio della vita coniugale, affonda le sue radici nel dramma. Non nasce come la realizzazione di una meritata vacanza o il coronamento di un sogno d'amore, ma piuttosto come l...

La luna di miele, l’idillio della vita coniugale, affonda le sue radici nel dramma.

Non nasce come la realizzazione di una meritata vacanza o il coronamento di un sogno d’amore, ma piuttosto come l’esecuzione di una violenza fuorilegge. Nelle società antiche, infatti, si trattava di un vero e proprio sequestro di persona. Il marito, per prendere possesso della propria consorte, la trascinava, contro la sua volontà, in un luogo lontano (di solito un antro nascosto), molto difficile da scoprire e tanto meno da raggiungere, del tutto ignoto ai parenti della “vittima”. Nessuno poteva scovarli e i due rimanevano appartati per un lungo periodo. Quando poi la donna rimaneva in cinta, il rapitore la riportava a casa dal padre e dai fratelli. La famiglia, di fronte al fatto compiuto, non poteva ribellarsi né soddisfare la sua profonda sete di vendetta.

Superata l’epoca arcaica, il matrimonio si è trasformato in un accordo privato, pattuito fra due famiglie contraenti. La procedura di legalizzazione ha tolto all’atto sovversivo del rapimento il valore e il significato originari e ha surrogato la fuga clandestina con una pratica simbolica molto più mite e benevola, più consona ai codici della società civile: il cosiddetto “viaggio di nozze” nella formula cerimoniale che, più o meno, è giunta fino a noi.
Certo gli sposi-amanti, in virtù del loro status sui generis, hanno continuato, in un certo senso, a infrangere le regole e le consuetudini del sistema familiare. L’atto della partenza ha continuato, infatti, a rappresentare il momento della scissione dalla comunità d’appartenenza, e quello dell’approdo, dell’arrivo in un luogo nuovo, spesso sconosciuto e inesplorato, a esprimere la presa di distanza dalla vita quotidiana, nel segno di un’intimità speciale e di una nuova stagione coniugale, e l’affermazione di una diversità, benché temporanea, dal resto del mondo, allo scopo di sancire il carattere straordinario e unico dell’amore. L’unione degli individui, paradossalmente, continua a rafforzarsi con un atto simbolico di abbandono e di separazione.

Se per rappresentarsi gli sposi hanno sempre bisogno di un gesto straniante in grado di trasformare la normalità in qualcosa di eccezionale, d’irripetibile, questo, fin dalle origini, aveva dovuto proiettarsi verso il futuro e servire da augurio di felicità. Per questa ragione il viaggio è stato considerato (e lo è tuttora) “luna di miele”, in memoria dell’ idromele, un liquore afrodisiaco che nell’antica Babilonia veniva regalato agli sposi la prima notte di nozze come talismano di gioia e di piacere. Inoltre il dono del miele, antonomasia di dolcezza, simbolo, secondo molteplici tradizioni medievali, di benessere e di opulenza veniva consegnato alla famiglia novizia con l’auspicio di un futuro radioso, prosperoso, nonché generoso sul fronte delle nascite, con una chiara allusione, attraverso il ricorso alla simbologia lunare, al ciclo temporale della fertilità femminile.

Ai giorni nostri il viaggio nuziale resta un rito di evasione dalla realtà quotidiana e in esso perdura il desiderio di trovare un luogo di pausa, di rinascita, di cura dell’io o meglio del “noi”, inimmaginabile nel frenetico mondo del lavoro odierno. Ma, al tempo stesso, conferma un altra sua caratteristica costante: la voglia di serenità, di letizia, di gioia di vivere, che può essere esaudita solo dalla meta esotica, dal compimento di una lunga trasferta in un paese meraviglioso, inimmaginabile, al di fuori delle rotte conosciute: un sogno di liberazione. Questa favola, questa mitologia contemporanea ha bisogno di alimentarsi e protrarsi nel tempo mediante il racconto, per poter di tanto in tanto riattivare i suoi benefici influssi.

Quando poi accanto alle parole e alle emozione di certi momenti straordinari si aggiunge la potenza dell’immagine fotografica, la narrazione si imprime nella memoria con un inchiostro indelebile.

In Toscana è nato il Festival del viaggio con al suo interno una sezione tematica dedicata alla “luna di miele”. Tutte le coppie di sposi, vecchie e giovani, sono state invitate a spedire le loro storie illustrate, corredandole con i propri pensieri. Ne sono già arrivate moltissime, a dimostrazione di come quell’antico rito, certamente cambiato nei modi e nei tempi, costituisca ancora oggi un copioso serbatoio per l’immaginario collettivo.
Se, ad esempio, nell’Italia del dopoguerra ci si concedeva un breve soggiorno in qualche località balneare della riviera romagnola o della costiera amalfitana, o magari una puntatina in una città d’arte, oggi a bordo di un aereo intercontinentale si compie in poche ore il giro del mondo: da Parigi alla Thailandia, dall’Australia all’isola di Pasqua. Tuttavia, vuoi nel lusso esagerato di una vacanza da “mille e una notte” (tempo di crisi permettendo), vuoi nelle condizioni disagiate e pericolose di un safari africano, il senso di quell’esperienza resta immutato.

Segue una piccola serie di esempi, con le imperdibili didascalie degli autori. Se ne consiglia la lettura e, a chi lo desidera, anche l’imitazione.

Il nostro viaggio di nozze inizia in bicicletta. Manca la sposa, ma ci sono due sposi … ovviamente non in Italia ma in Olanda. I nostri figli (nati prima del matrimonio) volevano venire con noi, ma il viaggio di nozze è sempre in due! Mauro

Mio marito ed io abbiamo preso tre mesi di vacanza non pagata dal lavoro e siamo partiti per un viaggio di nozze coast-to-coast SudAmericano con zaino in spalla. Tre mesi: Peru’ Bolivia e Brasile. Comunque troppo pochi! Queste foto sono state scattate nel deserto di sale di Uyuni, in Bolivia. La seconda e’ una delle foto scattate per mandare i ringraziamenti per chi ha festeggiato con noi il nostro matrimonio. Pur essendo nata a Venezia, da qualche anno ormai ho lasciato l’Italia. Oggi mio marito ed io abitiamo a Gerusalemme, in Israele. Cerchiamo di non perdere mai un’occasione per partire e conoscere posti nuovi.

Ilaria e Riccardo – 2007 in Argentina. Alle spalle la disarmante bellezza del Perito Moreno e di tutti gli altri ghiacciai. È stato un viaggio meraviglioso all’insegna della natura e dell’avventura. Difficile visitarla, così l’abbiamo scelta come viaggio di nozze e conserviamo un magnifico ricordo e poi il nostro primo figlio ha l’animo patagonico

Laura Pozzi. È una foto di ‘noi’ nella Monument Valley che secondo me è il luogo più bello che abbiamo visitato. Metaforicamente ritrae me e mio marito: io che di fronte ai problemi divento un macigno pesantissimo e lui che tenta di tirarmi su con tutte le sue forze e tutto il suo amore. Una foto rassicurante perché potrò sempre contare sul sostegno di questo piccolo grande uomo!

Gabriella e Sirio. Era l’ottobre del 1960, siamo partiti dalla Toscana per Venezia, Verona, Padova, Bassano e la cima del Grappa, con la mitica 500… Lo scorso 24 ottobre abbiamo festeggiato i nostri 50 anni insieme

Cammino di Santiago e Islas Cies (28/06/2011 – 18/07/2011) Fatica, natura, condivisione e spiritualità. Abbiamo attraversato la Galizia, da Ribadeo, ridente cittadina dell’Atlantico, fino a Santiago di Compostela, per raggiungere poi il Parco Nazionale dell’arcipelago delle Cies, un paradiso dalle acque cristalline. Dal cammino al campeggio, con serenità, passo dopo passo, insieme. Arianna e Matteo (Sposi pellegrini anche nella vita di tutti i giorni!)