Archipelago-townAvatar-Life: a requiem for the physical experience in MMXI—2011?

Avatar-life: un requiem per l’esperienza fisica nel MMXI—2011?‘… e che cosa c’è dietro la pubblicità della coca cola?’ ‘c’è il Palazzo ducale.’ ‘Ah. Bello. E’ per un nuovo reality show?’ Conversazi...

Avatar-life: un requiem per l’esperienza fisica nel MMXI—2011?

‘… e che cosa c’è dietro la pubblicità della coca cola?’
‘c’è il Palazzo ducale.’
‘Ah. Bello. E’ per un nuovo reality show?’
Conversazione sentita di sfuggita
su di un vaporetto, estate 2010

Nel MMXI la comunicazione è diventata più importante dello spazio
Nel MMXI la comunicazione è diventata un fine in sé stessa.
Nel MMXI alcuni dei nostri sensi sono più stimolati dal virtuale che dal reale.
Nel MMXI la qualità si misura in clicks: quelli con cui accede ad un argomento sulla rete.
Nel MMXI la Doxa ha ingoiato la realtà.
Nel MMXI si testimonia un processo per cui la democrazia del web cattura il consenso attraverso la seduzione per moltiplicarlo all’infinito attraverso il conformismo.
Nel MMXI una falsa contrapposizione si impone: si può solo essere responsabili o irresponsabili. O edonisti?
Nel MMXI la cultura e la passione dell’Avatar hanno ingoiato l’esperienza fisica.

Nel MMXI si pongono delle domande.
1 Lo scopo della nostra esistenza deve essere quello di moltiplicare e amplificare le nostre antenne percettiva a dismisura?
2 La nostra capacità di avere un completo controllo (remoto) di quello che accade fuori dalla nostra stanza deve diventare la nostra unica esperienza?
3 Stiamo suonando il nostro stesso requiem?

Avatar-Life: a requiem for the physical experience in MMXI—2011?

“…and what is being covered by the Coca cola sign?”
“That is the Palazzo Ducale.”
“Ah, cool. Is it if for a new reality show?’”
Conversation between Italians
overheard on a vaporetto by the author, summer 2009.

In MMX communication has become more important than space.
In MMX communication has become an end in and of itself.
In MMX some of our senses are more stimulated by the virtual than the real.
In MMX quality is measured in the number of clicks with which topics are accessed on the net.
In MMX Doxa swallows reality.
In MMX we are witnessing a process in which the ‘democracy of the web’ captures consensus by resorting to seduction and then multiplies it indefinitely by resorting to conformism.
In MMX a false contraposition dominate: you can either be responsible or irresponsible. Or hedonist.
In MMX the culture (and passion for) of the avatar has swallowed physical experience.

MMX Questions.

1 Should the goal of our existence be to multiply and amplify beyond measure our perceptive antennas?
2 Should our capacity to have a complete (remote video) control of what happens outside of our room be our own experience?
3 Is the Internet swarm civilization’s final destination? Or just an unlikely surrogate?
Are we playing our own requiem?