Diario americanoFarewell, Mr. Frank: democrat gay e nemico delle lobby della finanza

Onore a Barney Frank, il deputato democratico che ieri, a 71 anni, ha annunciato il ritiro dalla politica attiva. "Ho altre cose da fare nella vita", ha detto Franck, salutato da Barack Obama per l...

Onore a Barney Frank, il deputato democratico che ieri, a 71 anni, ha annunciato il ritiro dalla politica attiva. “Ho altre cose da fare nella vita”, ha detto Franck, salutato da Barack Obama per la sua “passione e arguzia”.

Passione e arguzia sono davvero state qualità imprescindibili per il politico forse più originale dell’intera Washington politica. Deputato dal 1980, Frank è un ebreo del New Jersey che ha fatto carriera nel cattolico Massachusetts. Le sue origini sono popolari (il padre era camionista), ma la sua educazione è avvenuta tra le èlites di Harvard.

Frank è stato il primo deputato americano a proclamare pubblicamente la sua omosessualità, nel 1987. Ma, in tempi di “politica delle identità”, non ha fatto carriera occupandosi di diritti civili e matrimoni gay. Piuttosto, ha lasciato la sua impronta nella legislazione sull’edilizia pubblica, in quella sui pignoramenti, nella battaglia per la riduzione della spesa militare e per la regolamentazione del sistema finanziario. La “Dodd-Frank”, la legge che ha cercato di fissare regole più stringenti a Wall Street, porta appunto il suo nome.

Non è però per questa somma di antitesi che Barney Frank resterà nella storia politica americana. Incurante della politica-marketing, insofferente di qualsiasi forma di rincorsa dei più biechi orientamenti delle pubbliche opinioni, Frank è stato infatti un politico brusco, scostante, persino antipatico. Non gli è mai importato molto delle campagne elettorali, e quando le ha fatte, come nel 1992, il suo motto era: “La pulizia non è tutto” (allusione al suo aspetto dimesso e trasandato, agli storici “sputacchi” lanciati durante i i suoi discorsi pubblici) . Nel 1989, accusato di aver assunto come aiuto un trafficante di droga e prostituto, ha risposto: “Sono affari miei. Lo pago con i miei soldi”. E di fronte al tema populista di una classe politica avvitata su se stessa, privilegiata – il tema della “casta”, insomma – Franck ha replicato: “Beh, anche la pubblica opinione non scherza quanto a interessi e stupidità…”.

Brutto, sporco, spesso cattivo. E insieme concreto, efficiente, uno dei deputati con la più alta percentuale di leggi approvate e un’indomita passione liberal per diritti, libertà, bisogni dei più deboli.

Onore, appunto, a Barney Frank.

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