Dire, fare, baciare, lettera, pubblicità e comunicazioneReality casting, a fin di bene….

Giudicare le campagne sociali é sempre difficili, perché comunque entra sempre in gioco una certa reticenza di fronte all'obiettivo principale, che spesso é la raccolta di fondi o la sensibilizzazi...

Giudicare le campagne sociali é sempre difficili, perché comunque entra sempre in gioco una certa reticenza di fronte all’obiettivo principale, che spesso é la raccolta di fondi o la sensibilizzazione per una causa la cui gravità e importanza risulta troppo più importante rispetto a ogni riflessione tecnica o creativa. Voglio dire, mi sembra sempre inappropriato giudicare, con gli stessi criteri che utilizzerei per giudicare una campagna per un detersivo o una merendina, una campagna per la ricerca sul cancro o per il Telethon. Tra quelle che stanno girando in questo momento e di cui si parla parecchio, vorrei segnalare l’operazione”Per tutta la vita” organizzata da TBWA Milano per l’associazione Sieropositivo.it che si occupa di fornire aiuto alle persone affette da HIV o AIDS.

L’operazione é ben congeniata, ruota attorno a un “finto”, ma lo si scopre solo alla fine, casting organizzato per le vie di Milano dal regista Luca Lucini, già regista di Tre metri sopra il cielo, Oggi Sposi e altri blockbusters italiani, per presunto un docu-film sull’AIDS.

Il film, presente sulla rete, mette in scena una ventina di persone che si sono presentate per partecipare al casting, lo scenario é quello classico, il regista pone una serie di domande ai partecipanti che rispondono in maniera naturale, anche a domande piuttosto intime, come ad esempio se abbiano mai avuto relazioni non protette. Alla fine viene lanciata la proposta, che poi é il succo della questione. Per il “presunto” docu-film si chiede agli intervistati se siano pronti ad ammalarsi “veramente” di aids per dare maggiore realismo al messaggio, ovviamente, viene precisato, “tutte le spese mediche sono a carico della produzione”.

La proposta é provocatoria, in linea con i tempi di reality show.

La reazione della totalità degli intervistati é pressoché unanime, sebbene si percepisca la titubanza in qualche soggetto, tutti rifiutano la proposta del regista.
A questo punto arriva il messaggio finale che é abbastanza chiaro :

Potendo scegliere, nessuno prenderebbe l’Aids.

E mi sembra giusto.
L’operazione é ben ideata, abbastanza intelligente per percorrere dinamiche abbastanza contemporanee, mi sento soltanto di criticare, con un certo ritegno, l’ho detto prima, una sotterranea debolezza nell’esposizione del messaggio. Non so, alla fine mi resta un retrogusto di messaggio d’acqua dolce, ma é anche vero che la lotta quotidiana contro l’Aids é talmente forte che in fondo, operazioni del genere meritano comunque il plauso e l’augurio di raggiungere il maggior numero di persone.

http://www.pertuttalavita.com/

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Linkiesta Paper Estate 2020