GengisIl paradigma Malinconico. Ovvero anche se non è reato esiste.

Forse è cominciata prima. O forse con la Mercedes di Tonino. Quella che ai tempi di Mani Pulite sembrava avesse avuto in uso, insieme ad appartamento in centrissimo, da un imprenditore amico. Lui f...

Forse è cominciata prima. O forse con la Mercedes di Tonino. Quella che ai tempi di Mani Pulite sembrava avesse avuto in uso, insieme ad appartamento in centrissimo, da un imprenditore amico. Lui fu pienamente prosciolto in sede penale; però sparito il reato sembrò sparita anche la Mercedes. Nel senso che divenne irrilevante che ne avesse goduto o meno. Quel che non ha rilevanza penale non ha rilevanza pubblica. Quel che non è reato non esiste.
E’ stato il paradigma del rapporto politica/magistratura/media. Da Mani Pulite a iermattina. Se non è reato non esiste. E se non esiste è inutile chiedersi altro. Che un comportamento possa essere “sconveniente”, non “etico”, “inopportuno” per la carica che si riveste, o altrimenti rilevante a fini pubblici o di opinione pubblica è questione preclusa.
Il giudizio di diritto ha assorbito il giudizio di valore.( “Scusi, è vero che le hanno regalato una casa?”. “Come si permette! Non sono nemmeno indagato, io!”). L’innocenza (anche in forma presunta) ha assorbito l’etica. E persino la capacità. Sono innocente, e dunque bravo (“Scusi, ma quel ponte non è costato troppo?”. “La magistratura non ha opposto rilievi e ho scrupolosamente rispettato le procedure. Lei alimenta la cultura del sospetto”). Un pezzo di magistratura magari ci ha pure un po’ sguazzato. E ha reagito rilanciando. Se il giudizio penale è giudizio sull’etica, io giudice posso metamorfizzare in giustiziere. La tentazione è forte. Se mi ci metto di buzzo, un’ipotesi di reato o un qualche motivo di carcerazione preventiva sicuri che lo trovo. Il giudizio come pre-giudizio.
Adesso è principio di rivoluzione. Rottura del paradigma. Malinconico. Non è indagato. A tuttoggi nessuno dubita della sua “innocenza”. E’ conclamatamente non perseguito nè perseguibile. Eppur si dimette. Perchè se un imprenditore ti ha giusto regalato 10.000 Euro di vacanza non si va in galera; però non si va neanche al governo. Tutto ciò che non è proibito è permesso; ma non tutto ciò che è permesso è opportuno; e talvolta nemmeno decente.
Dice il padrone che se sei privato affari tuoi. Ma se sei persona pubblica ti è d’obbligo curarti dell’opportunità; e neanche accostarti all’indecenza. E che se ti distrai e vieni meno all’obbligo ti tocca mollare. Innocente e magari onorato, ma devi tornare privato. Se Malinconico fosse l’inizio, e non l’eccezione, magari ci capiterebbe di cominciare a distinguere tra giudizio penale e giudizio etico; tra processo e ordalia; e persino tra responsabilità penale e reponsabilità politica. Rivoluzione vera.
Dice anche il padrone che così saremmo più moderni e financo più europei. A volte mi inciampa sulla retorica. Ma oggi lo perdono. Quando ci siamo svegliati il sole era bellissimo.

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Linkiesta Paper Estate 2020