Sere-ndipityTra Roma e Bologna, c’e’ di mezzo la neve

Ho vissuto a Roma per 4 anni. Nel 2006, mi sono trasferita dalla bella ma umida, ordinata, pulita, piuttosto "emiliana" Bologna alla disordinata, impantanata, afosa ma pur sempre capitale Roma. Un ...

Ho vissuto a Roma per 4 anni. Nel 2006, mi sono trasferita dalla bella ma umida, ordinata, pulita, piuttosto “emiliana” Bologna alla disordinata, impantanata, afosa ma pur sempre capitale Roma. Un salto. Se sia stato nel buio o in paradiso ancora non saprei dirlo. Momenti drammatici e momenti di gloria si sono alternati in quegli anni. Il trauma principale e’stato il traffico. Spendevo gran parte della mia giornata in autobus: raggiungere la mia facolta’ era un’odissea che alle nove di mattina mi mandava gia’ in bestia. Se il buon giorno si vede dal mattino, il mio era gia’ per meta’ rovinato. Ho avuto la (s)fortuna di vivere lontano dalla metro e vicina ai lavori per la nuova linea B1. Ma quando mi trovavo ad impersonare, anche solo per qualche ora, la pendolare che fa le corse per trovare un posticino, il rimpianto svaniva e ringraziavo me stessa per la scelta coraggiosa di non usufruire della metropolitana. Di Roma amavo pero’ il caldo inverno: la pelliccia e’ giusto da”esibizione”, mentre i piu’ godono appieno della stagione a 13/14 gradi, sfoggiando cappottini e qualche sciarpa. Bologna in questo non mi mancava: odiavo la neve e mi soffocavo all’idea di rimanere bloccata in autobus o chiusa in casa. Oggi il calendario segna febbraio 2012 e sulla mia mappa c’e’ Birmingham, in Inghilterra. Roma la osservo da fuori, Bologna un po’ piu’ da vicino. E cosi’ per un attimo le rivivo entrambe. Gli scenari sono ribaltati: ho trascorso qualche giorno in Emilia Romagna e le tempeste di neve hanno segnato la mia permanenza. 75 cm di manto bianco su tutta la citta’. A parte l’acquisto improvvisato di scarpe adeguate, ho scoperto di amare la neve. Mi sono divertita a passeggiare per le vie silenziose: Bologna la rossa tutto d’un tratto bianca. Una piacevole sorpresa, bus attrezzati e in circolazione, ragazzi a lanciare palle di neve, persone sorridenti per strada ad aiutarsi nel tirar fuori le macchine dal ghiaccio. Poi il freddo si e’spostato. E dove e’arrivato? Nientepocodimenoche a Roma. 20 cm di neve e il caos e’diventato catastrofe. 200 km di code, autobus sospesi, gente bloccata in treno per ore, scuole chiuse. OHMYGOD! OHMYGOD! Solo 20, dico 20 cm e salta tutto. Anche la testa. Bologna, invece, e’ rimasta lontana dalle cronache, se non fosse per le temperature polari e l’eccezionalita’ della nevicata (l’ultima di queste dimensioni nel 1956!). Roma e Bologna, due facce dell’Italia, a 300 km di distanza. Entrambe a fronteggiare l’emergenza, entrambe a gestire la propria immagine. Ma con una gran bella differenza. Se non fosse per l’appenino che le divide, si potrebbe infatti parafrasare un vecchio proverbio: “Tra il dire (a Roma) e il fare (a Bologna) c’e’ di mezzo il mare”. Anzi, la neve.

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