La Nota Politica dei VentenniAl via la consultazione pubblica on-line sul valore legale della laurea. E voi che ne pensate?

Il governo ha mantenuto la promessa e, sebbene con due mesi di ritardo, ha avviato, a partire da giovedì 22 marzo, sul sito del Miur (Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca,ndr)...

Il governo ha mantenuto la promessa e, sebbene con due mesi di ritardo, ha avviato, a partire da giovedì 22 marzo, sul sito del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca,ndr) la consultazione pubblica sul valore legale della laurea.

Il 27 gennaio, infatti, a margine della conferenza stampa di presentazione del decreto “Cresci Italia” sulle liberalizzazioni, il Premier aveva annunciato che avrebbe sottoposto a consultazione pubblica un tema importante come quello del valore del titolo di studio, sul quale il governo aveva ritenuto opportuno non decidere in Consiglio dei Ministri, tramite decreto legge, ma interpellare direttamente i cittadini.

Una novità assoluta in Italia – questa della consultazione pubblica – ma che negli altri paesi dell’Europa è una prassi consolidata, che permette una partecipazione diretta ed efficace di tutti i cittadini. Che siano dotati di un computer e di una connessione Internet.

Giovani, studenti, non studenti, lavoratori, semplici cittadini. Siete tutti chiamati, in pochi e rapidi click, a dire la vostra.

Le modalità sono semplici e intuitive. Basta cliccare sul banner in fondo a destra, “Consultazione pubblica”, registrarsi e, infine, rispondere alle 15 domande proposte.

Fino al 24 Aprile, termine ultimo della consultazione.

Senza valore legale della laurea, nei concorsi pubblici ad esempio, il voto di laurea rileverà di meno e le prove di più. La qualità e il peso del titolo dipenderà dalle rispettive caratteristiche dell’Ateneo in cui si sono completati gli studi. Non tutti i 100 e lode avranno lo stesso valore. Anche perchè è obiettivo che i criteri di assegnazione dei voti di alcune università italiane, telematiche e non, non sono poi così stringenti.

A prescindere da come la pensiate, perchè partecipare alla consultazione pubblica?

Semplice. ll perchè lo si legge direttamente nella pagina di presentazione sul sito del Miur:

C’è, da parte di tutti i componenti del Governo, la convinzione che debba essere tutta la cittadinanza (compresi i giovani) a contribuire alla ripresa economica, impegnandosi nella crescita e nello sviluppo. In quest’ottica, il contributo costruttivo di coloro che hanno un interesse o un’opinione diviene incentivo al miglioramento delle decisioni. Ne guadagnano le istituzioni, che accrescono la propria trasparenza; i cittadini, che guadagnano l’accessibilità all’attività del Governo; infine, ne guadagna il Paese intero, che si adegua agli standard dell’Unione europea.

Per la prima volta viene data, direttamente e a tutti i cittadini, la parola – è previsto anche, alla fine del questionario uno spazio di 1000 caratteri per dare una risposta aperta contenente osservazioni e suggerimenti – e sarebbe opportuno che sfruttassimo questa possibilità. Che siate contrari o favorevoli all’abolizione del valore legale del titolo di studio, l’importante è esercitare, in democrazia, la propria libertà di pensiero e di opinione.

Voi lettori de Linkiesta, sul tema, cosa ne pensate?

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