Il picchio parlanteAgcom vs Internet, ennesimo round

E' da tempo che circolano le voci sulla possibilità che il Governo metta in condizione l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di rimuovere qualsiasi sito Internet per un presunto sospetto d...

E’ da tempo che circolano le voci sulla possibilità che il Governo metta in condizione l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di rimuovere qualsiasi sito Internet per un presunto sospetto di violazione del diritto d’autore. L’Agcom -ricordiamolo- è un’autorità amministrativa, e a norma di Costituzione, non avrebbe il potere di sostituirsi ad un tribunale; ed è per questo motivo, che il Governo Monti potrebbe sopperire a questo vincolo creando una normativa ad hoc per attribuire un potere nuovo all’Authority.

E’ stato lo stesso Presidente Calabrò ad annunciare nei giorni scorsi questa possibilità. Qualora venisse approvato questo provvedimento su misura, le libertà digitali verrebbero pesantemente messe in discussione per tutelare (manco a dirlo) veri e propri privilegi lobbystici. Ancora una volta, la speranza è che attraverso una grande mobilitazione il tutto possa finire in una bolla di sapone, come successe nella scorsa estate. Si riporta in seguito, un estratto del comunicato di Avaaz.org, organizzazione intergovernativa, dove s’invita a firmare una petizione per esprimere la propria contrarietà a questo ennesimo tentativo di imbavagliare la Rete.

Senza un effettivo sistema di pesi e contrappesi, AGCOM può diventare una vera minaccia alla nostra democrazia. Nominati dai maggiori partiti, i suoi membri operano con pochissima trasparenza e rispondono ai diktat di potenti interessi politici e industriali, spesso senza alcun controllo parlamentare. Ora, con la nuova legge, i suoi poteri di censura potrebbero crescere pericolosamente.

La bozza di legge trapelata permetterebbe ad AGCOM di chiudere, nell’arco di poche ore e senza l’intervento di un giudice, interi siti d’informazione e d’interesse pubblico, come WikiLeaks, portali di software libero e siti di video come Youtube, solo perché uno specifico contenuto o una canzone è sospettata di violare il diritto d’autore.

Il paladino della nuova legge bavaglio è il sottosegretario di stato, Antonio Catricalà, sotto l’enorme pressione di giganti dell’informazione come Mediaset e della potente industria dell’intrattenimento. Ma tanto l’influente sottosegretario Paolo Peluffo quanto il Presidente Monti sono molto preoccupati per le possibili conseguenze di una nuova mobilitazione popolare a causa della posizione sempre più instabile del governo.

Non ci rimane molto tempo. Il governo potrebbe approvare la legge in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, rendendo definitivi i nuovi poteri di censura di Agcom, proprio ora che il suo mandato sta per scadere. Uniamoci alle voci dei parlamentari e chiediamo lo stop dell’approvazione in extremis di questa legge bavaglio che mette in pericolo Internet libero. Firma ora la petizione e condividila con tutti:

http://www.avaaz.org/it/monti_save_our_internet/?vl

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