Interno aula, inizio della lezione di Semiotica. Il professore prende il microfono: “Avete visto ieri sera il Festival di Sanremo?”, dalla platea si alza un brusio di ventenne contestazione. Il professore rimane un attimo in silenzio, fa sfogare la platea e poi: “Siete un branco di snob del cazzo”, sentenzia. Applausi.
Omar Calabrese ci insegnava a comprendere, studiare e analizzare ogni messaggi, fosse un film, un libro, l’opera o il Grande Fratello. “Nello studio semiologico non c’è differenza tra Mozart e Topolino”.
La grande lezione che Calabrese imprimeva anche a chi non capiva il quadrato semiotico: se vuoi fare della comunicazione il tuo mestiere non devi mai cedere allo snobismo ma ascoltare tutto, analizzare tutto, capire i linguaggi, decodificare i contenuti. Una lezione per cui ancora, in molti, dobbiamo ringraziarlo.
su Twitter @lucafaenzi