Intervistato.comWadah Khanfar su Intervistato.com #ijf12

■ Chi è Wadah Khanfar? Per la serie Intervistato Journalism Festival, direttamente dal Festival del Giornalismo di Perugia, abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Wadah Khanfar, ex dirett...

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■ Chi è Wadah Khanfar?

Per la serie Intervistato Journalism Festival, direttamente dal Festival del Giornalismo di Perugia, abbiamo avuto il grande piacere di intervistare Wadah Khanfar, ex direttore generale di Al Jazeera e attualmente presidente del Sharq Forum.

Innanzitutto abbiamo chiesto a Wadah come mai Al Jazeera ha cominciato a occuparsi di attività online: è stata vista una enorme opportunità di stabilire una relazione vera con l’audience attraverso i social network, specialmente perché Al Jazeera non aveva una buona relazione con i governi, e non ha ottenuto il permesso ufficiale di coprire le storie. Ci troviamo, secondo Wadah, in un ambiente completamente nuovo, in cui i blogger e i citizen journalist compensano l’assenza di copertura professionale sul posto. Si è così formata un’alleanza con i social network, anche grazie all’apertura di un centro di preparazione per blogger e attivisti, che hanno potuto apprendere i fondamenti del giornalismo e hanno aiutato moltissimo nel coprire i fatti della Primavera Araba.
Un’opportunità dunque, non una minaccia: essendo già sotto grande pressione politica, Al Jazeera ha sostenuto la democrazia attraverso la relazione con i media online.

Per quanto riguarda i numeri, le notizie proveniente dai social network sono state circa il 70% per la Tunisia, e fino al 90% per l’Egitto, durante i giorni della rivoluzione. Dato che il governo aveva bloccato il segnale di Al Jazeera, sarebbe stato impossibile coprire la storia così come è stato fatto, specialmente in Tunisia, Egitto e Siria.

Molti dei citizen journalist che hanno contribuito sono stati arrestati, altri sono rimasti feriti e altri, specialmente quelli che filmavano e caricavano immagini e video online, sono stati uccisi. I governi hanno compreso il rischio di perdere il controllo sui media e sul potere: gli attivisti sono persone coraggiose, creative, dinamiche, e soprattutto hanno una presenza capillare sul territorio. E’ necessario, secondo Wadah, incoraggiarli, dare supporto ed educarli affinché possano diventare citizen journalist ancora più intelligenti.

Abbiamo chiesto a Wadah come cambierà il ruolo dei social network ora che il particolare momento storico della rivoluzione è passato: secondo lui ora che la democrazia sta cominciando a prendere forma, per esempio in Egitto, Tunisia e Yemen, il ruolo dei SN non sarà più quello di sfidare l’autorità e far cadere regimi, ma diventare parte del dialogo nazionale per creare valori comuni e portare i paesi verso la stabilità, garantendo una società civile e diritti costituzionali.

Negli ultimi anni c’è stato un grande problema di fiducia tra il pubblico e i media tradizionali, specialmente perché questi ultimi servivano i centri di potere e gli interessi delle corporazioni. Ora, tuttavia, le persone hanno delle alternative: non hanno solamente uno o due canali televisivi per informarsi, ma i social network e molti canali TV. Inoltre hanno la possibilità di esprimere le proprie opinioni, discutere e verificare gli eventi che accadono.

Il monopolio del giornalismo dei centri di potere finirà, e la nuova era del giornalismo che ruota intorno alle persone, agli interessi delle persone, e alla ricerca della verità emergerà.

Invito tutti a visionare l’intervista, molto ricca di spunti e riflessioni. Buona visione!

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