Il BureauItalia – Spagna: trama, pagelle, scena madre e man of the match

di Simon F. Di Rupo Italia - Spagna, la partita dell’ Europa che vocia troppo forte nei luoghi pubblici LA TRAMA Il primo passo europeo dell’Italia a Danzica esprime bene il motto della città: Nec ...

di Simon F. Di Rupo

Italia – Spagna, la partita dell’ Europa che vocia troppo forte nei luoghi pubblici

LA TRAMA

Il primo passo europeo dell’Italia a Danzica esprime bene il motto della città: Nec temere, nec timide, né temerariamente, né timidamente. A parte questa ovvia nozione trovata tristemente in Wikipedia a fine primo tempo, e a parte l’insostenibile puzza di Don Abbondio che aleggia sempre in Rai Sport (non è facile giocare bene con una telecronaca che ti chiede di passare indietro la palla per un’ora e mezza), il pareggio appena sudato ha rappresentato in modo preciso la follia dei due allenatori, le cui formazioni hanno tanto avuto il sapore del videogame di calcio comprato a ottobre e ormai saturo a giugno. E’ per questo che, noncuranti delle statistiche sulla forza in base ai ruoli, si sono divertiti a mettere De Rossi centrale e Iniesta prima punta; l’Italia senza difesa e la Spagna senza attacco. L’esperimento è stato divertente limitatamente al fatto di vedere facce diverse nelle inquadrature della trequarti italiana, con un De Rossi maiuscolo e superiore al Bonucci troppo occupato a controllare la presenza di carabinieri allo stadio, e di un Giaccherini in veste di Arlecchino sulla fascia sinistra (nel suo caso Prandelli ha letto nelle qualità solo un 88 sulla velocità e ha cliccato sul joystick a sfavore di almeno 6 giocatori sensati).

E’ l’Europeo della crisi, ce ne ha parlato con ricca sagacia il nostro Luca Riposati, e una bella partita, quale è stata, male non ci fa, per un’ora e mezza. Nonostante, è vero, la questione dei cani che campeggia, forte e sottolineata, nei coloriti link di quel tribunale usa e getta che è facebook. E’ bene specificare da questo esordio, una volta per tutte, la nostra vicinanza alla sensibilità e al dramma della questione, tuttavia non ci sottraiamo alla possibilità che il calcio offre come bellezza, ossia come “promessa di felicità”, così come l’avrebbe definita Stendhal.

Pagelle

Buffon: dispendioso in fase di ricezione (o si dovrebbe dire “ricevitoria”?) delle interviste del pre-gara e delle pericolose staffilate spagnole. E’ un depresso nevrotico, ma merita un 8,5 per come è bravo a usare il corpo.

Maggio: Essere Maggio a giugno non è facile e nell’amichevole con la Russia si è visto. Un disastro. Oggi eccellente per grinta, dedizione e scelta nei tempi. 8

Bonucci: Se non avesse quell’aria da Bersagliere preoccupato, non diresti mai che è un tizio sull’orlo dell’avviso di garanzia. Per ora la garanzia è stata in qualche suo importante contrasto. Pessime idee in fase di impostazione. So’ ragazzi. 6,5

Chiellini: Il nasuto centrale juventino si è guadagnato la pagnotta e ha stupito per la poca mole di fallacci. Bizzarro quando spiega le sue ragioni all’arbitro ungherese in dialetto pisano. 7

De Rossi: Questa cosa di spostarsi sempre fuori ruolo per 12 mesi di fila lo diverte, è il primo della classe che si siede agli ultimi banchi per vedere che effetto fa poter fare casino e non essere visti. 8,5

Giaccherini: Un’ala sinistra offensiva spostata in difesa a farsi un mazzo così. Arlecchino buffo con le guance di mortadella. Sembra preso in prestito da uno sport educato e sconosciuto dell’olimpiade di Londra. 5,5

Thiago Motta: Non sa l’italiano e questo lo aiuta a non far capire a nessuno le sue intenzioni quando parla. Canta “Like a Virgin” sotto l’inno nazionale e nessuno se ne fa un capriccio. Stratega multiculturale, fa fare una fatica terribile a Pirlo. 5,5

Marchisio: Claudio è bello, e nel diario delle nostre figlie vorremmo tutti la sua foto. Gioca male il primo tempo dando anche lui troppo da fare a Pirlo, eroico nel secondo tempo quando fa solo due cose buone facendosi aiutare dalla bellezza. 6,5

Pirlo: E’ diventato milionario esclusivamente per avere un giardiniere. Quando un bello stadio come quello di oggi ha un terreno antiestetico, il nostro geometra si incazza, e gioca non vedendo l’ora di smettere. In questo senso, a un certo punto decide che è ora di segnare e si inventa il gol.

Cassano: E’ il giocatore più forte d’Italia, 8,5

Balotelli: E se provassimo a farlo giocare con Kanye West nelle orecchie? 5,5

Di Natale: Gol. 7

Giovinco: Poco sensato metterlo in gara in quel momento. E’ divertente perché è basso, ma sa troppo di imitazione della Spagna. Giuseppe Rossi ha spento la televisione in quel momento. 5,5

Nocerino: Andare a giocare a Milano gli ha dato la bruttissima abitudine di farsi dei capelli da imbecille, grazie ai quali si sente meno trattore provinciale e segna alcuni gol in stagione solo perché nessuno lo marca mai. Oggi gioca due minuti, il voto è ai capelli. 5

Scena madre
Cassano che va a dire tutti, nel prepartita, che ha avuto una specie di infarto ma che ancora ha voglia di ridere ed essere grezzo. L’emblema di ciò che l’Italia dovrebbe fare a livello politico

Man of the Match
De Rossi

RSVP

Laura Pausini live nella televisione spagnola. L’Europa che tutti gli europei odiano.

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