Failcaffèmangiare, nutrirsi, digiunare

nel ventunesimo secolo oramai sono state stravolte le abitudini alimentari di quasi ogni popolo. l’esperienza turca ancora una volta è stata utile per riflettere sul modo in cui la gente si nutre d...

nel ventunesimo secolo oramai sono state stravolte le abitudini alimentari di quasi ogni popolo. l’esperienza turca ancora una volta è stata utile per riflettere sul modo in cui la gente si nutre dove – neanche a dirlo – l’industria alimentare sta cercando di ottenere gli stessi risultati trovati negli Stati Uniti e nei paesi del mondo numero uno: aumentare il consumo di snack, bevande zuccherate e cibi precotti ad elevato contenuto di calorie, grassi e conservanti. tali prodotti sono facilmente adattabili alla variazione di domanda, possono occupare meno spazio e durano un tempo maggiore.
per i quartieri popolari non è difficile notare a tutte le ore del giorno come della notte banchi di frutta fresca e secca, riso con ceci, simit e spremute fresche. la tradizione culinaria di un paese raramente si scopre essere poco benefica ed è grazie a questo se ancora adesso le luminosissime vetrine dei più famosi franchising mondiali non hanno dato il colpo di grazia a una discreta fetta dell’occupazione locale turca. la maggiorparte di queste attività scompariranno proprio come sono quasi totalmente scomparse qui, non appena sarà creata una regolamentazione per gli ambulanti e saranno ristrette le regole igeniche; se da un lato queste norme servono a tutelare il consumatore, dall’altro sono una ragnatela dentro la quale un piccolo moscerino non può che rimanere intrappolato (vedi venditori di panini con la carne a Ostuni).

l’educazione al mangiare è un serio problema per tutti i paesi dove mangiare ha perso il suo significato originale ed ora corrisponde pressappoco a mettere il pieno ad una macchina. se il proverbio “ciò che non ti uccide ti fortifica” ha un profondo significato, allora credo che essere in grado di conoscere la fame e disciplinare il nostro corpo ci possa far maturare e riscoprire dei piccoli piaceri che anche in Italia le nuove generazioni stanno cominciando a dimenticare. trovo magnifico il significato del ramadan per i musulmani e – similmente – il tempo di quaresima per i cattolici.
astenersi durante l’intero muovere del sole dal cibo, dalle bevande e dai vizi disciplina lo spirito e il corpo, insegna le difficoltà dei più poveri anche a chi degli averi non è misero e unisce in una sola condizione ogni uomo e donna del paese.

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