Alta FedeltàMarchionne: “Sentenza Pomigliano? Folklore locale”

Cina centrale, conferenza stampa di presentazione del primo impianto Fiat a Changsha, l’amministratore delegato della Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Attenzione l'originale, anche se in molti av...

Cina centrale, conferenza stampa di presentazione del primo impianto Fiat a Changsha, l’amministratore delegato della Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne. Attenzione l’originale, anche se in molti avrebbero preferito la presenza e l’ironia dell’imitazione del comico genovese, Maurizio Crozza.

Il governo cinese sta tentando da diversi anni di supportare ed incentivare l’industria in diverse cittadine, come quella per l’appunto di Changsha, con sostegni economici e sgravi fiscali riservati alle imprese straniere, affinchè investano e creino nuove occasioni di lavoro. “Ne hanno approfittato dalla Germania, non potevamo non esserci anche noi”, secondo Marchionne.

L’amministratore delegato della Fiat-Chrysler ha parlato con brillante preparazione dell’impianto e dell’auto, che sarà costruita e venduta a circa 130 mila yuan (16mila euro), sul mercato cinese. Alla domanda sul quantitativo delle mensilità degli operai però, silenzio ed un successivo “non lo so”. Anche se ha poi dovuto ammettere: “Un operaio cinese prende cinque volte meno di un operaio italiano“. Un’altra verità matematica rispetto a quanto sostenuto da fonti interne all’azienda, le quali hanno parlato invece di uno stipendio mensile di “2mila yuan, al cambio attuale circa 250 euro al mese“.

Bollata la domanda come “tipica dei giornalisti italiani”, il “Giornalismo italiano” pare abbia avvertito il fremito del complimento salvo poi tornare a preferire il sonno della ragione, in virtù di alcune prime pagine successive alla vittoria dell’Italia contro la Germania negli Europei 2012.

1.840 le persone assunte nell’impianto, 300 gli operai italiani. L’impianto di Changsha produrrà una macchina con il target preciso della “borghesia” cinese, la Viaggio. 100mila gli esemplari da vendere nel 2013 è l’obiettivo prefissato da Marchionne nell’agenda dei desideri.

Non sono mancati ovviamente i riferimenti alla vicenda di Pomigliano e dei 145 lavoratori Fiom da riassumere. Marchionne ha definito “folklore locale” le norme italiane, precisando: “Il nostro paese ha un livello di complessità nell’ambito delle questioni industriali che non esiste in altre giurisdizioni. Le implicazioni di questa decisione sulla situazione del business sono abbastanza drastiche, perché tutto diventa tipicamente italiano e quindi molto difficile da gestire. Allo stesso tempo, nei miei viaggi in Cina, negli Usa o altrove non vedo nessuno veramente interessato a questa decisione, non c’è nessuno che fa la fila per venire a investire in Italia. Non credo che cambierà nulla, si renderà solo tutto più complesso”.

E’ proprio l’originale, nessuna imitazione. Peccato.