ElleBoMoretti: “Potrebbe sparire il servizio regionale”. Ma è la Ferrovia italiana ad essere di “Serie B”

«Nel 2013 se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale». L'allarme lo ha lanciato l'ad di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, che non ha usato mezze misure:«Verremo...

«Nel 2013 se non ci saranno soldi a bilancio non faremo il servizio regionale». L’allarme lo ha lanciato l’ad di Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti, che non ha usato mezze misure:«Verremo denunciati per interruzione di servizio, vedremo come andrà a finire». Tra gli allarmi e la realtà, in Italia, ormai abbiamo imparato che non c’è il mare, ma qualche oceano di distanza. Eppure Moretti ha risollevato un vecchio problema: In Italia non si crede nel trasporto su ferro che pure sarebbe il sistema ideale per il trasporto nello stivale.

Moretti ha elencato i ricavi per passeggero/chilometro: in Italia, secondo l’ad di Ferrovie dello Stato Italiane, per i treni si ricava “10,8 centesimi di euro contro i 17,2 centesimi del trasporto su gomma”. In Germania le cose vanno ben diversamente: 20 centesimi passeggero/chilometri; in Francia di più: 22 centesimi per passeggero/chilometro. Sul trasporto su ferro la politica, nei vari governi, non ci ha mai creduto, né ci ha creduto l’industria. Si è sempre preferito la gomma pure quando era evidente che il trasporto su ferro avrebbe portato benefici economici e ambientali. Niente, avanti ostinatamente con auto e camion.

Nel 2010 l’Italia ha trasportato 45 milioni di passeggeri/kilometro annui contro gli 82 milioni della Germania e 55 milioni di Inghilterra. Della Francia si può usare il dato del 2009: 88 milioni di passeggeri. Questi dati, da soli, potrebbero essere sufficienti a far comprendere come il famigerato “sistema italia” non funzioni perchè la politica non ci ha mai voluto credere nonostante sia la geografia a consigliarlo. C’è una grande direttrice nazionale (Milano – Roma – Napoli) – su cui si è iniziato ora ad investire con la Tav – e una miriade di sistemi regionali che muovono milioni di pendolari ogni mattina.

E’ l’investimento il primo passo per portare sviluppo. Una regola vecchia quanto l’economia. Sul Sole 24 Ore online si spiega in maniera esemplare:”La Lombardia, per esempio, ha investito dal 2002 al 2011 oltre 700 milioni di risorse discrezionali (non vincolate al trasporto) per l’acquisto di nuovi treni e locomotive; l’aumento dell’offerta di treni si è tradotto in una crescita del numero di passeggeri spesso molto più che proporzionale (sulla direttrice Milano-Novara, per esempio, i viaggiatori sono raddoppiati nei giorni feriali e più che triplicati in quelli festivi tra il 2005 e il 2011)”.

*: dati Eurostat

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