Adottiamoci tanto bene“Posso andare da un amichetto?”

Quando Anna, uscendo dall’asilo, mi ha chiesto: “Mamma, posso andare a giocare a casa di Antonio?”, ho pensato che era fatta, che tutto stava andando come doveva andare, che eravamo più avanti di ...

Quando Anna, uscendo dall’asilo, mi ha chiesto: “Mamma, posso andare a giocare a casa di Antonio?”, ho pensato che era fatta, che tutto stava andando come doveva andare, che eravamo più avanti di quanto pensassimo, che la nostra vita era meravigliosamente normale. E infatti mi sbagliavo. Cioè, il primo pomeriggio è andato tutto bene, rafforzando in me la fuorviante convinzione di trovarmi sulla strada giusta, ma la verità mi attendeva, spietata, già al secondo.

Siamo andati a prendere la piccola Anna a casa di Antonio con mio marito, che quel giorno aveva smesso di lavorare prima, così, pensando di fare cosa gradita. Ci siamo trovati davanti una diavoletta a piedi scalzi con la bocca cerchiata di molliche al cioccolato che non aveva nessunissima intenzione di tornare a casa con noi. Ho tirato fuori l’armamentario delle grandi occasioni: dolcezza, fermezza, ancora dolcezza, ancora fermezza, qualche promessa allettante di cose fichissime che ci attendevano una volta tornati a casa, ma niente. La piccoletta voleva restare da Antonio. E non si limitava a usare le parole, piangeva e strillava…

Leggi tutto il post su www.amalteablog.com

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, così come i giornali di carta e la nuova rivista letteraria K, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta