Alta FedeltàVertenza Om Carrelli di Bari, se gli operai chiedono il “privilegio” di poter lavorare

Bari - In vista dell'importante appuntamento del 22 giugno a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, i quasi 300 dipedenti dello stabilimento Om - Carrelli Elevatori, fino ad ora conda...

Bari – In vista dell’importante appuntamento del 22 giugno a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, i quasi 300 dipedenti dello stabilimento Om – Carrelli Elevatori, fino ad ora condannati alla perdita del proprio posto di lavoro e fonte sostentamento per la propria famiglia, hanno allestito delle tende in piazza dell’Economia in attesa di risposte. Gli operai stanno portando avanti uno sciopero della fame.

Spiegazioni chiare sono quelle che chiedono i dipendenti presenti. Risposte dal proprio datore di lavoro, rappresentato dalla Kion Group, reo di non aver preso a quanto pare in considerazione non solo la precedente proposta ricevuta dal team guidato da Marco Saltalamacchia, Senior Vice President Sales BMW Europe e President & CEO of BMW Italia S.p.A., ma anche la più recente offerta di rilevamento avanzata dalla Holding Calvi.

“Nessuna elemosina, solo la possibilità di guadagnare onestamente. Lavorando” è la frase che dallo scorso anno, dall’inizio di tutto, i lavoratori stanno continuando a ripetere. E maggiore chiarezza, a tal proposito, i manifestanti la vorrebbero anche dalla classe politica che troppo a lungo “sta tirando la corda”, dimenticandosi di coltivare i rapporti con il territorio. Di ascoltare i problemi delle persone, di vivere in mezzo alla gente. Il Sindaco di Bari, Michele Emiliano, ha però ribadito di “non avere le facoltà tecniche per poter fare qualcosa di concreto”, se non continuare a fornire il proprio sostegno morale ai lavoratori.

Viene da chiedersi dove siano stati e dove siano, ad oggi, i rappresentanti politici che “qualcosa avrebbero potuto e potrebbero fare”, a partire dal Presidente della Regione Nichi Vendola. Il leader di Sel non ha fino ad oggi mai partecipato ad una manifestazione organizzata dai dipendenti dello stabilimento, nè ascoltato i lavoratori presenti agli innumerevoli presidi effettuati nei pressi della sede della Regione Puglia, ad eccezione di oggi. Raggiunto nel corso di un evento ufficiale da alcuni rappresentati degli operai Om, il Presidente ha finalmente ascoltato del travaglio lungo più di un anno.

Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, ha ricordato che “lasciare al proprio destino uno stabilimento come quello OM di Bari, fino a prova contraria produttivamente sano, sarebbe un grave errore, che penalizzerebbe una delle eccellenze dell’industria pugliese”.

Di considerare la cassa integrazione di un anno (o due anni, come sperano di riuscire ad ottenere i sindacati) uno “spiraglio di luce”, i 274 dipendenti Om non ci stanno. La cassa integrazione e poi la mobilità, altro non sono che palesi anticamere della disoccupazione, “una dolce e lenta agonia”.

Nel viaggio forzato verso la disoccupazione, intrapreso da lavoratori rappresentati di una tra le migliori maestranze del settore industriale barese e pugliese, una presenza evanescente si è fatta più ingombrante di altre. Perché se dall’altra parte del paese la Fiom è riuscita ad ottenere l’importante vittoria di Pomigliano, a Bari neanche una manifestazione ha visto la presenza dei sindacati al fianco dei lavoratori. Come dire “occuparsi dei lavoratori, non preoccupandosi dei lavoratori”.