IotaCroazia: chi ci rimette dall’ingresso nell’Unione Europea.

La Croazia diventerà a partire dal luglio 2013 il ventottesimo paese membro dell'Unione Europea. Il secondo, dopo la Slovenia, tra quelli un tempo appartenenti alla Jugoslavia. Recentemente un refe...

La Croazia diventerà a partire dal luglio 2013 il ventottesimo paese membro dell’Unione Europea. Il secondo, dopo la Slovenia, tra quelli un tempo appartenenti alla Jugoslavia.

Recentemente un referendum ha sancito la volontà della popolazione di entrare a far parte dell’UE. Nonostante il diffuso appoggio popolare (quasi il 70% dei cittadini si è dichiarato a favore) l’integrazione non sarebbe un affare conveniente per tutti: un’indagine dell’Osservatorio per le Piccole e Medie Imprese in Croazia, per l’anno 2012, mette in risalto l’impatto che il Mercato Unico avrebbe sull’economia della nazione.

Il risultato principale è che mentre l’UE risulta un affare per le imprese dedite alle esportazioni, per i trasporti, per le costruzioni, per il turismo e per il settore finanziario, a rimetterci sarebbero soprattutto le imprese manifatturiere, in particolar modo quelle produttrici di legname, vino e prodotti alimentari.

Il capo della delegazione Europea in Croazia, Paul Vandorden, ha spiegato che “le ricerche dimostrano che la membership europea è un fattore positivo per l’economia”. Al tempo stesso però “i vantaggi non sono automatici: occorre adeguarsi a nuovi standard e a nuove regole e questo genera inevitabilmente dei profitti e delle perdite”. Ad essere più esposte, naturalmente, sarebbero le piccole e medie imprese.

In Croazia, il totale delle PMI è di 168.443 unità. Di queste, il 24% è dedito al commercio ed il 13% alla produzione. Dal 2002 al 2010, il Ministero delle Imprese e del Commercio Croato ha allocato 67 miliardi di Kune (un po’ meno di dieci miliardi di euro) a titolo di incentivi alla produzione: di questa cifra, tuttavia, soltanto 996 milioni di Kune sono stati utilizzati per le Piccole e Medie Imprese. Non abbastanza : una ricerca condotta in maggio su un campione di 1.000 aziende ha dimostrato che il 99% di queste ha ricevuto un supporto economico inferiore alle proprie necessità. “Evidentemente fino a questo momento il sostegno alle PMI non è stata una priorità”, ha dichiarato Gordan Maras, Ministro delle Imprese e del Commercio: “speriamo che questo rapporto aiuti il governo a cambiare idea”. In febbraio la Banca Europea d’investimento aveva approvato un prestito di 150 milioni di euro per finanziare progetti legati allo sviluppo delle PMI in Croazia.

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