C'era una voltaLissa, i giornali taroccano e la sconfitta diventa vittoria

20 luglio 1866 nelle acque di Lissa la flotta italiana al comando di Carlo Pellion di Persano viene sconfitta da quella austriaca al comando di Wilhelm von Teghettoff (a bordo delle navi austriache...

20 luglio 1866 nelle acque di Lissa la flotta italiana al comando di Carlo Pellion di Persano viene sconfitta da quella austriaca al comando di Wilhelm von Teghettoff (a bordo delle navi austriache si trovano anche veneti – il Veneto è ancora austriaco – istriani e dalmati di lingua italiana che tuttavia NON costituiscono la maggioranza degli equipaggi).

I giornali italiani non parlano di sconfitta, bensì di vittoria: ecco una rassegna stampa di quei giorni.

Il Sole (Milano)
22 luglio 1866
Titolo: La battaglia di Lissa
“Fu una vittoria o una sconfitta? I dispaccio è abbastanza sibillino per lasciarcene quasi dubitare. Due fatti però culminanti trapelano dalla male abbozzata relazione ufficiale, e sono, che delle acque del combattimento rimasero padroni i nostri, e che la flotta austriaca affrontata, dopo la battaglia nel canale di Lesina, rifiutò il combattimento continunando la sua ritirata”.

23 luglio
“I particolari, che cominciano a trapelare, sul memorabile urto, delle squadre, parlano altamente in nostro favore”. In una corrispondenza da Ancona dove sono reintrate tre unità cariche di feriti: “Da quanto mi vien riferito dagli ufficiali dell’equipaggio la flotta austriaca sofferse molto; avrebbe perduti non meno di 8 bastimenti fra grandi e piccoli, fra questi si crede vi sia il vascello Kaiser”. (il Kaiser, pur gravemente danneggiato, non affonda, gli italiani perdone due navi (Re d’Italia e Palestro, gli austriaci nessuna)

Solo mercoledì 25 luglio Il Sole scrive: “La battaglia di Lissa ha cessato di essere una vittoria”

La Perseveranza (Milano)
22 luglio
“La padronanza del mare è nostra e le grandi operazioni della flotta vengono assai agevolate per la sconfitta dell’armata nemica”

23 luglio
Titolo: La vittoria di Lissa
“È stata una vittoria o una sconfitta? […] Basta una lettura attenta del dispaccio per convincersi che la nostra flotta ha ottenuto una splendida vittoria. …] Non crediamo di arrischiar troppo affermando che difficilmente le navi austriache potranno riavvicinarsi alle coste istriane. È dunque una battaglia riuscita a tutto nostro favore”.

24 luglio
“Le acque di Lissa sono nostre e la squadra austriaca […] fu costretta dalle gravi avarie patite a rifiutar una seconda battaglia. […] Ormai è indubitato che il numero dei legni perduti dal nemico fu di gran lunga superiore al nostro”.

25 luglio
“La spavalderia austriaca passa ogni limite e giunge fino a cambiar la sconfitta in vittoria”.

Il 27 luglio si parla di “pretesa vittoria”, il 28 il giornale scrive: “un sentimento ineffabile di orgoglio e fierezza per la novella e luminosa prova del valore italiano. […] Anatema all’ammiraglio la cui inettitudine rese sterili, almeno apparentemente, i miracoli di intrepidezza e di abnegazione dei nostri marinai.”

Gazzetta di Milano
22 luglio
“Finalmente abbiamo un fatto navale e possiamo dire una vittoria navale. […] Ciò che risulta evidente è che la squadra italiana mise in fuga la squadra austriaca”.

23 luglio
“l’Austria prese a’ suoi servizi molti ex ufficiali dei confederati d’America i quali, dopo aver combattuto pel mantenimento della schiavitù nel loro paese, non stimarono inconseguente di recar l’aiuto del loro braccio alla causa dell’Austria. […] i marinai italiani spezzarono ogni resistenza a cacciarono in fuga austriaci e americani”

25 luglio
pubblica una corrispondenza da bordo del Re di Portogallo, “La giornata se non fu vinta, non fu perduta. Le perdite nostre furono il Re d’Italia e la Palestro, i nemici perdettero un vascello e una corvetta, se non di più”.

Venerdì 27 luglio, una settimana dopo
“la flotta di Tegetthoff che invece non nemmeno è in istato di riprendere il mare […] pretende ora l’esclusivo dominio dell’Adriatico. Si vuol ingannar l’Europa e la diplomazia”.

Nell’immagina, la Gazzetta uffiziale di Venezia, al tempo città austriaca.

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