Una figlia come teDieci cose che ho imparato durante la gravidanza (parte III)

Arriverà un giorno in cui, da seduta, non ti vedrai più l’inguine. Guardare un albero diventerà fonte di estrema tristezza, nella consapevolezza cosmica di un mondo difficile, pieno di solitud...

  1. Arriverà un giorno in cui, da seduta, non ti vedrai più l’inguine.
  2. Guardare un albero diventerà fonte di estrema tristezza, nella consapevolezza cosmica di un mondo difficile, pieno di solitudini, bisognoso di amore. Insomma: piangere sarà un po’ come lavarsi i denti: un’attività normale e quotidiana.
  3. L’odore di pino ti farà venire voglia di arachidi (o altre strane associazioni).
  4. Ti arrabbierai se ti chiederanno due volte se vuoi il parmigiano intero o già grattugiato.
  5. Penserai che la gente provi un piacere perverso a ricordarti tutto quello che non potrai fare dopo la nascita del bambino. Inclusi nella lista: dormire, lavarti i capelli, avere una vita sociale, avere una vita sessuale, levarti il pigiama prima delle 8 di sera. Probabilmente hanno ragione. Probabilmente hai ragione pure tu: sono dei sadici.
  6. Odierai parole come “ormai”. Sempre per il punto di cui sopra.
  7. Prima o poi qualcuno ti dirà: “Sei incinta, non puoi prendere l’aereo!”, pensando che sia qualcosa di divertente.
  8. La pancia è un catalizzatore di attenzioni.
  9. Anche le persone più care, per consolarti di fronte a qualche difficoltà, non troveranno di meglio che dirti: “Dopo sarà pure peggio”. Ma lo fanno con amore (speriamo).
  10. A un certo punto della gravidanza vorrai fare tante cose, ma l’unica che ti riuscirà bene sarà dormire (specialmente di giorno). Forse anche mangiare. E poi ti sentirai in colpa per entrambe e per non essere riuscita a combinare niente in una giornata intera.

Insomma, come dice (in preda a un pianto emotivo, mano sui reni e passo da papera) una mamma del film Cosa aspettarsi quando si aspetta:

Volevo solo essere radiosa, come ti promettono sulle copertine di certe riviste. Beh, io lo dico: la gravidanza fa schifo, mettere al mondo un essere umano è veramente tosta. Non hai il controllo del tuo corpo, delle tue emozioni. (E poi al marito) Patatino, scusa, ma ho solo voglia di prenderti a pugni”.

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Linkiesta Paper Estate 2020