Io viaggio in treno… purtroppola mezza stagione

eh signora mia, non esistono più le mezza stagioni. o fa freddo freddo freddo, freddo o fa caaaldo, caldo, caldo, caldo. quando Anna Marchesini recitava la parte della signora che parla per luoghi ...

eh signora mia, non esistono più le mezza stagioni. o fa freddo freddo freddo, freddo o fa caaaldo, caldo, caldo, caldo.
quando Anna Marchesini recitava la parte della signora che parla per luoghi comuni in quello stupendo sketch del Trio sono certa avesse in mente un viaggio su un regionale della linea Torino-Bardonecchia.
pendolo su una linea di montagna e, come potete immaginare, sono particolarmente sensibile alla tema “clima” delle carrozze. è il 25 settembre e la temperatura è scesa di colpo. stamani, nel borgo, alle 7,30 c’erano 7 gradi, e un cielo terso, di un azzurro-alba promettente. ho deciso che uscivo solo con la polo e il maglioncino di cotone. e ho deciso che potevo ancora fare a meno delle calze, in un tentativo estremo di trattenere ancora un poco l’estate (e anche perché ieri ho un po’ patito il caldo, in città). ma non ho fatto i conti con trenitalia.
salgo su treno puntualissimo (ed è sempre una piacevole sorpresa). mi accorgo che la temperatura interna è più bassa di quella esterna. vabbè, penso, è la solita storia. così mi muovo verso la carrozza seguente. via via che procedo, incontro i volti noti degli altri pendolari che via via si sono sistemati e dico loro che vado a cercare un po’ di caldo. tutti mi sorridono con aria rassegnata. carrozza dopo carrozza diminuisce la speranza e aumenta la rabbia. arrivo alla fine del treno. niente. decido così di tornare indietro almeno di alcune carrozze: di solito mi metto dietro per evitare il superaffollamento delle prime carrozze ma oggi confido nell’effetto stalla per trovare un po’ di tepore (dovrò, però, aspettare di arrivare a metà percorso perché il sovraffollamento produca effetti significativi). mi siedo a fianco di un pendolare dell’alta valle ancora più incazzato di me. inveisce contro il capotreno, che ritiene responsabile del disservizio: questa è poca voglia di lavorare, appena arriva gliene dico quattro. inutile dire che, da queste parti, il suddetto capotreno non si è fatto vedere.
cassandra

(dubbio: tra i rimborsi che trenitalia ogni tanto concede, ci sono anche quelli per l’acquisto degli antinfluenzali?)
ps: scrivere al computer sul treno serve per: tenere in movimento le mani così non si surgelano e scaldarsi un po’ con il calore della batteria del pc sulle gambe. tenetelo a mente, dovesse capitarvi.

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