Fortezza BastianiLe spiagge delle Seychelles? Una base strategica contro i pirati

Mentre l'Italia celebrava il 142° anniversario della breccia di Porta Pia, gli alti comandi della Marina Militare erano al lavoro, di concerto con gli omologhii europei, nel tentativo di praticare...

Mentre l’Italia celebrava il 142° anniversario della breccia di Porta Pia, gli alti comandi della Marina Militare erano al lavoro, di concerto con gli omologhii europei, nel tentativo di praticare un’altra importantissima breccia: quella nella fitta rete di protezioni e connivenze di cui spesso godono i pirati che imperversano nell’Oceano Indiano.

Il 20 settembre, infatti, l’ammiraglio britannico Duncan Potts, comandante operativo della forza navale dell’Unione Europea (Eunavfor) e il contrammiraglio italiano Enrico Credendino, comandante della forza navale europea impegnata nell’operazione antipirateria “Atalanta”, hanno colto l’occasione dell’approdo della nave anfibia “San Giusto” nella capitale Port Victoria per incontrare il presidente delle Seychelles, James Michel. Un faccia a faccia cerimoniale, che ha però contribuito a rafforzare il rapporto di collaborazione tra Eunavfor e il governo delle Seychelles.

Il ruolo giocato dall’arcipelago, ben più noto alla ribalta delle cronache come destinazione balneare che per il suo rilievo strategico nell’Oceano Indiano, rimane spesso a margine, lontano dai riflettori della stampa internazionale, pur essendo fondamentale per gli scopi perseguiti da Eunavfor.

«Le Seychelles sono il partner principale delle forze anti-pirateria per quanto riguarda la persecuzione legale dei presunti pirati» ha dichiarato infatti il presidente Michel, che ha poi aggiunto: «Circa il 25% degli uomini attualmente detenuti nelle prigioni delle Seychelles sono presunti pirati in attesa di giudizio. Siamo consapevoli dell’importanza che il contrasto alla pirateria ha nella zona, pertanto la nostra collaborazione con Eunavfor proseguirà con immutato impegno».

La visita dell’ammiraglio Potts alle Seychelles ha rappresentato dunque una sottolineatura dell’importanza che le isole hanno nella lotta contro la pirateria nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Aden: laddove è attribuito ai militari il compito di dare la caccia alle imbarcazioni sospette, in un’area di operazioni grande quanto l’intera Europa continentale, tocca infatti ai governi assicurare alla giustizia i presunti pirati che vengono fermati durante le suddette operazioni di pattugliamento e vigilanza anti-pirateria.

Nel corso della sosta, una squadra di personale della guardia costiera locale ha poi partecipato, a bordo della nave italiana San Giusto, ad un corso di intervento anti-incendio e di evacuazione di feriti.

E in occasione della tappa a Port Victoria, l’ammiraglio Credendino ha visitato le basi dei velivoli da pattugliamento dislocati sulle isole dai governi di Danimarca e Lussemburgo, la base aerea della locale Aeronautica e la centrale operativa del Rappicc: il “Regional Anti-Piracy Prosecutions and Intelligence Co-ordination Centre”, cuore e cervello dell’attività di Atalanta ed Eunavfor nelle acque circostanti.

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