Alta FedeltàPuglia, è sonno della ragione. Emergenza mafia

Bari - "Si sta preparando insieme alla criminalità organizzata, quello che sarà il passaggio politico della fine della mia amministrazione. La mia impressione è che quello che in dieci anni è stat...

Bari – “Si sta preparando insieme alla criminalità organizzata, quello che sarà il passaggio politico della fine della mia amministrazione. La mia impressione è che quello che in dieci anni è stato tenuto sotto la cenere, ora stia spingendo qualcuno a posizionarsi per poter rinegoziare assetti diversi con il futuro potere della città”: dichiarazioni di fuoco quelle del primo cittadino del capoluogo pugliese, Michele Emiliano. Domande immediatamente rispedite al mittente da parte del Pdl barese intanto, che precisa: “Emiliano l’ha sparata grossa, per nascondere lo sfacelo della sua amministrazione e l’emergenza criminalità, sostiene che ci sono parti della politica barese che trattano per le prossime elezioni con la malavita. Se ha notizie in tal senso denunciasse nomi, persone e fatti”. Decisi i commenti del popolo della Rete, scatenatosi dopo le dichiarazioni del Sindaco Emiliano: “Se continuate a discutere e non fare nulla la gente continuerà a dormire”. Sulla città di Bari, nel frattempo, il mostro della mala sembra essersi risvegliato o forse, molto più verosimilmente, esser venuto maggiormente allo scoperto. L’ultimo allarme, quello scatenato da un attentato dinamitardo avvenuto nel centro di Bari: una bomba è stata fatta esplodere in viale della Repubblica, davanti all’ingresso di una nota sala giochi. Solo alcuni giorni fa il Procuratore aggiunto del tribunale di Bari, Pasquale Drago, responsabile delle indagini sugli ultimi agguati di mafia in città, aveva incontrato la stampa: ”Quello che più preoccupa è che stanno attaccando gli ex boss. Siamo di fronte ad un problema di ordine pubblico molto serio, perché a sparare sono giovani senza criterio”. Un lavoro non semplice quello della Procura di Bari, che nel frattempo è stata costretta – come ha più volte denunciato lo stesso Drago – “a lavorare con organici ridotti e mezzi insufficienti, con carichi di lavoro tripli rispetto a procure come Reggio Calabria. A settembre non avremo più carta per fare le fotocopie”.

Sei gli episodi che stanno scuotendo l’opinione pubblica, sui quali proseguono le indagini degli agenti: i due tentati omicidi del 59enne Giuseppe Mercante, meglio noto come Pinuccio u’ drogat, e del 66enne Felice Campanale, entrambi volti chiave e punti di equilibrio nei complessi rapporti di tregua tra i clan del barese. Senza dimenticare i tre tentativi di intimidazione nei rioni San Paolo e San Girolamo tra il 22 agosto ed il 2 settembre e l’uccisione del 43enne incensurato Gaetano Petrone, nei pressi sempre del rione San Girolamo. Potrebbe essere in atto, anche secondo le ipotesi investigative degli agenti, un confronto fuori controllo della malavita pugliese sulla “ripartizione dei traffici illeciti in città”: controlli specifici di alcune trattative, ad esempio riguardo lo spaccio di droga con la malavita romana, e gestioni particolareggiate di fette del territorio pugliese, da sempre meta ambita a causa della posizione strategica fra i mercati del Nord e del Sud, dell’Europa occidentale ed orientale. Dati sempre più evidenti e non incoraggianti per la Puglia intanto: centinaia i chilogrammi di cannabis infatti, stando ai dati rilasciati dalla Direzione centrale per i servizi antidroga del ministero dell’Interno, confiscati dall’inizio del 2012 tra Lecce e Brindisi. Senza pensare poi all’enorme occasione di lucro rappresentata dall’imminente Fiera del Levante 2012, per la criminalità barese. Lacrime antiche, quelle versate dal cuore pulsante della città di Bari. Solo tra il 2007 ed il 2008 gli investigatori trasmettevano al Viminale “informative” sensibili, utilizzando espressioni quali “situazione criminogena pericolosa e in costante evoluzione”, disegnando l’esistenza di “rapporti quasi sempre conflittuali tra vecchie e nuove consorterie” e, soprattutto, sottolineando “il coinvolgimento di giovani iniziati alla carriera criminale”, a causa di una “assenza di leader”. Lo stesso Sindaco Emiliano dichiarava, a tratti profetico: “La criminalità organizzata a Bari non è affatto scomparsa. C’è il tentativo di riorganizzarsi in atto da parte dei gruppi mafiosi locali”.

Nel frattempo a Roma un preoccupato Alfredo Mantovano, ex sottosegretario agli Interni e deputato del Pdl, testimonia l’allarme per il capoluogo pugliese denunciando ai ministri Annamaria Cancellieri e Paola Severino: “Temo che la guerra tra clan sia destinata a continuare. Non è finita qui”. Sessanta minuti ininterrotti di colloquio per tessere le fila del complesso quadro criminale barese e pugliese, sempre più allarmante e privo di apparente logica, ai quali “il ministro della Giustizia ha risposto dando assicurazioni sul potenziamento degli organici giudiziari, sia per la direzione distrettuale antimafia sia per l’ufficio del gip”. Anche se, a preoccupare su più fronti, sono i tempi d’azione. L’intero piano, infatti, passerebbe al via solo entro la fine dell’anno: “Gli aumenti di organico degli uffici giudiziari non soppressi – ha precisato Mantovano – saranno definiti entro il 31 dicembre. Da quel momento si avvieranno le procedure di assegnazione da parte del Csm. Questo permetterà certamente di mandare nuove unità a Bari”. Tra quattordici giorni, intanto, al via i comitati nazionali per la sicurezza. Dal canto suo il sindaco di Bari ha incontrato il Questore di Bari, Domenico Pinzello, ed il Procuratore Distrettuale Antimafia, Antonio Laudati, per uno scambio di informazioni in merito ai recenti fatti criminali. “Ovviamente – ha ribadito l’ex Pm – non é il momento di fare dichiarazioni sulle indagini in corso ma solo quello di collaborare a queste ultime, rispettando la riservatezza delle stesse”.