MamboRenzi cerca il voto della destra? Niente di nuovo, il primo fu Togliatti

La folla di candidati non renderà le primarie più attraenti anche se sicuramente le renderà più combattute. In esse conterà non solo il voto di opinione ma anche il voto organizzato. Quando Vendola...

La folla di candidati non renderà le primarie più attraenti anche se sicuramente le renderà più combattute. In esse conterà non solo il voto di opinione ma anche il voto organizzato. Quando Vendola sconfisse per la prima volta Francesco Boccia, colse di sorpresa il gruppo dirigente dei Ds e della Margherita pugliesi in primo luogo perché capì che il candidato di maggioranza era, per così dire, voto-repellente (lo votarono in pochi), in secondo luogo perché si giovò di minoranze organizzate che votarono compattamente per lui, dal suo partito, alla Cgil, alle associazioni.

Nel caso dello scontro fra Bersani e Renzi non si vede ancora la discesa in campo di soggetti forti, a parte il partito in sè che non è né forte né organizzato. Ieri due persone diametralmente opposte, Berlusconi a Bari e Luca Ricolfi sulla “Stampa” , hanno dato a Renzi l’etichetta di riformatore. Berlusconi l’ha addirittura denominato socialdemocratico con un’offesa forse più bruciante del proprio apprezzamento su di lui. Entrambi però credono di aver colto in Renzi la voglia di innovare il proprio campo. Ricolfi insiste, soprattutto, sul carattere innovativo dell’appello ai militanti dell’altra parte sostenendo che questo è il dato di cultura politica più nuovo.

Mi dispiace smentire Ricolfi ma è il più vecchio e, se Renzi mi permette, il più togliattiano e comunista. L’appello a quelli dell’altra parte ha fatto parte della strategia antifascista e del Komintern fin negli più duri del regime. L’analisi di Togliatti sul fascismo come regime reazionario di massa insisteva sul carattere popolare del fascismo e invitava i militanti a svolgere la propria iniziativa in queste organizzazioni. Nel dopo guerra il tema della pacificazione è stato sintetizzato dall’amnistia di Togliatti. Per venire a tempi più recenti, relativamente recenti, vorrei ricordare sempre i discorsi di Togliatti attorno alla Dc e alla “sofferta coscienza cattolica” che si svolgevano in contemporanea con la contrapposizione frontale.

La ricerca dell’alleato nel campo avverso è stato un dato caratterizzante e ossessivo del comunismo italiano. Così come il compromesso storico berlingueriano ha dato vita a una operazione di massa di rivalutazione del connotato democristiano come connotato democratico in sè. Infine vorrei ricordare il discorso di Violante appena eletto presidente della Camera di apertura verso i ragazzi di Salò. Verso il berlusconismo, i berlusconiani e la nuova destra l’atteggiamento è stato più duro ma non sono mancati apprezzamenti verso l’altra parte, ricordiamo i due interventi di D’Alema a tutela dell’immagine produttiva di Mediaset, “risorsa del paese”, e sulla Lega “costola della sinistra” nonché tutte le iniziative anche parlamentari di pacificazione, Bicamerale compresa.

Con Fini l’innamoramento ha preceduto la sua cacciata dal PdL. Il mondo girotondino e giustizialista è cresciuto proprio sulla propaganda della scarsa combattività e dello scarso antiberlusconismo dei vertici della sinistra. Non c’è nulla di rivoluzionario, quindi, nell’appello di Renzi. C’è solo il dubbio se il popolo di destra debba essere convocato verso l’altra parte alle primarie o alle elezioni vere. Sarebbe democratico se alle primarie chi è di destra e non ha deciso di votare a sinistra si astenesse dal partecipare.

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