WildItaly.netSpeciale primarie del centrosinistra: il ritratto dei candidati (prima puntata)

Prima delle elezioni nel 2013, sempre se ci saranno (per maggiori informazioni cercare la voce "Monti-bis") c'è un altro grande voto segnato in agenda. Stiamo parlando delle primarie del centrosini...

Prima delle elezioni nel 2013, sempre se ci saranno (per maggiori informazioni cercare la voce “Monti-bis”) c’è un altro grande voto segnato in agenda. Stiamo parlando delle primarie del centrosinistra. Non abbiamo ancora una data precisa, ma sappiamo che si svolgeranno tra novembre e dicembre 2012. I candidati sono molti e con idee diverse l’uno dall’altro. Oggi andremo ad analizzare i candidati principali.

Candidati principali

Pierluigi Bersani: È l’attuale segretario del PD. Rappresenta la vecchia guardia del centrosinistra. Infatti tra i sostenitori della sua candidatura possiamo annoverare figure tendenti al centrismo (Enrico Letta e Rosy Bindi) e altre che si dilettano nell’inciucio (D’Alema). Per colpa di queste correnti Bersani ha compiuto spesso scelte discutibili. Se il Segretario del PD teneva la foto di Vasto nel “portafoglio”, i suoi maggiori sostenitori erano pronti a stracciarla in nome del centrismo.

Se Bersani era pronto ad abbracciare le unioni Gay, i suoi compagni di partito erano pronti a negare questa possibilità in nome del cattolicesimo e quindi del centrismo. Se Bersani voleva fare un po’ di sana opposizione, D’Alema e Violante preparavano l’ennesimo inciucio nei loro laboratori. Questa carrellata di situazioni non vuole porre una giustificazione al comportamento del Segretario del PD, ma piuttosto vuole sottolineare la debolezza con cui sta guidando il maggior partito di centrosinistra.

Il sostegno a Napolitano quando ha sollevato il conflitto d’attribuzione nei confronti dei magistrati di Palermo, il sostegno al governo Monti e la totale mancanza di competenze nei settori strategici per la crescita (es. agenda digitale) non fanno altro che aggravare la posizione del Segretario del PD. Ma Bersani riesce a guadagnare qualche punto grazie al decreto-legge varato nel 2007, che portò ad una serie di provvedimenti positivi sopratutto per i consumatori. Inoltre la sua fedina penale attualmente risulta pulita; cosa molto rara di questi tempi. Ma questo non basta. Per guadagnare nuovamente la fiducia dei cittadini di centrosinistra è necessaria una posizione precisa su ogni campo d’azione, che sia coerente con i valori sostenuti dalla propria parte politica.

Matteo Renzi: È l’attuale sindaco di Firenze nonché leader dei “Rottamatori” del PD. Descrivere il sindaco di Firenze è molto difficile. Se da una parte sembra condivisibile (agenda digitale, sostegno al modello scandinavo ecc.) dall’altra mostra una faccia totalmente diversa (sostegno all’agenda Monti, a favore degli inceneritori, d’accordo con il piano “Fabbrica Italia” made in Fiat ecc.).

La domanda che ci si pone a questo punto è: a quale delle due facce bisogna credere? Il problema è che una faccia esclude l’altra. Se io sostengo il modello scandinavo basato su un welfare esteso e paritario non posso sostenere allo stesso tempo l’agenda Monti, che si basa su principi che negano il progetto attuato dai paesi nordici. È chiaro che attraverso questo sistema Renzi spera di allargare il bacino dei voti, accontentando (almeno retoricamente) più categorie sullo stesso argomento. Quindi non vi e certezza sulle reali intenzioni del leader dei “Rottamatori”.

Lo spettro di Berlusconi non fa che aumentare quest’incertezza. La sua simpatia verso Renzi è stata ribadita più volte; e conoscendo il soggetto la preoccupazione è d’obbligo. Inoltre Renzi è stato condannato in primo grado per “danno erariale” quando era presidente della provincia di Firenze, in attesa dell’appello ci troviamo di fronte ad un potenziale condannato definitivo. Un altra indagine in cui rientra il sindaco di Firenze riguarda alcune irregolarità nella gestione finanziaria dell’ente provinciale fiorentina. Se Renzi vuole dimostrarsi credibile deve esporre le sue idee in maniera coerente e inoltre deve chiarire la sua posizione in merito alle indagini in corso.

Nichi Vendola: È l’attuale presidente della regione Puglia nonché leader di Sinistra, Ecologia e Libertà. Tra i candidati è l’unico che si dimostra apertamente ostile a Monti e in accordo con Di Pietro. Le proposte espresse da Vendola sono moltissime ma generalmente possono unificarsi in tre punti principali: sviluppo (banda larga, energie rinnovabili, detassazione delle classi più deboli ecc.), tutela (dei lavoratori, degli studenti, degli immigrati che nascono in Italia, del patrimonio culturale, delle unioni gay ecc.) e infine la tassazione dei grandi patrimoni e delle rendite.

Attualmente il programma del leader di Sel è il più coerente nonché il più attuale. Purtroppo anche Vendola (come Renzi) è indagato. I reati che gli sono stati imputati riguardano l’abuso d’ufficio, il peculato e il falso. Le indagini si incentrano sulla nomina di un primario dell’ospedale San Paolo di Bari e una transazione da 45 milioni di Euro tra la regione Puglia e l’ospedale ecclesiastico Miulli di Acquaviva delle Fonti. Come per Renzi anche Vendola dovrà chiarire la sua posizione in merito alle indagini in corso se vorrà dimostrarsi credibile e candidabile.

Nella prossima puntata, analizzeremo i “candidati minori”.

MATTEO ROSELLI
per Wilditaly.net

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