Alta FedeltàVertenza Adelchi, 701 operai licenziati. Pd: “Ammortizzatori sociali miraggio al Sud?”

“La minaccia di licenziamento di oltre 700 lavoratori da parte del gruppo Adelchi rischia di diventare sempre più inquietante''. La vicepresidente ed assessore allo Sviluppo Economico della Regione...

“La minaccia di licenziamento di oltre 700 lavoratori da parte del gruppo Adelchi rischia di diventare sempre più inquietante”. La vicepresidente ed assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia, Loredana Capone, aveva da subito manifestato non poca preoccupazione sul futuro dei lavoratori della Adelchi: ”Per questo sento, anzitutto, il dovere di chiedere un atto di responsabilità importante al signor Sergio Adelchi. Un atto che scongiuri il licenziamento e che salvaguardi la permanenza del Gruppo Adelchi sul territorio o piuttosto impegni l’intero gruppo a cercare soluzioni alternative per i lavoratori”.

Una frazione dell’attività trasferita all’estero ed il travaglio di lunga data degli ammortizzatori sociali non hanno reso minore il dolore inferto però, in questi giorni, della mobilità ai 701 lavoratori Adelchi: 333 dipendenti per Crc, 113 per Nuova Adelchi, 92 Knk, 88 Magna Grecia, 75 Gsc Plast e senza dimenticare che l’azienda Sergio’s passerà da 138 a 90 dipendenti. Nonostante un accordo del valore di 40 milioni di euro risalente al 2008 per il ripensamento del comparto Tac, ad oggi, i lavoratori e le rispettive famiglie possono contare su di un’unica certezza: il 31 dicembre scadrà la cassa integrazione.

Preoccupato l’onorevole del Partito Democratico, Teresa Bellanova, in un’interrogazione rivolta al ministro del Lavoro: “In Puglia sono tanti i comparti produttivi in difficoltà a causa della crisi economica: dal Tac all’edilizia. Ed è proprio notizia di questi giorni quella che vede il richiamo delle sigle sindacali sul settore edile, dove negli ultimi cinque anni si sono registrati 13mila occupati e 3500 imprese in meno”. Teresa Bellanova ha chiesto quindi, al ministro Fornero “se non ritenga utile dover comunicare l’effettivo ammontare delle risorse stanziate per la Cig in deroga in Puglia e che cosa intende fare per evitare che a seguito di un probabile esaurimento dei fondi, migliaia di famiglie salentine e pugliesi, patiscano ulteriormente una situazione di difficoltà economica che aggraverebbe la loro quotidianità”.

Dalla Cisl, Sergio Calò, ha intanto sottolineato alcune “ambiguità” a proposito degli ammortizzatori sociali: “La notizia ufficiosa è che i fondi siano finiti. Ma dalla Regione Puglia non ci forniscono notizie precise. Nessuno ha mai creduto che il gruppo di Tricase avesse intenzione di far ripartire le attività… ma la prosecuzione del sussidio regionale avrebbe rappresentato un’ulteriore boccata d’ossigeno per gli operai”.