Marchionne veste PradaBrunello Cucinelli “regala” 5 milioni ai dipendenti. Che hanno contribuito a far crescere l’utile netto del 25%

Una busta paga con 6,385 euro in più. Per qualcuno un "bel regalo di Natale", per qualcun altro un bonus per premiare i propri dipendenti per il lavoro svolto egregiamente. Comunque la si veda quel...

Una busta paga con 6,385 euro in più. Per qualcuno un “bel regalo di Natale”, per qualcun altro un bonus per premiare i propri dipendenti per il lavoro svolto egregiamente. Comunque la si veda quella di Brunello Cucinelli, imprenditore umbro meglio conosciuto come “il re del Cachemire” italiano, è una bella storia, una vicenda incoraggiante in un momento in cui moltissimi lavoratori del sistema moda tengono le dita incrociate sperando che l’azienda in cui lavorano non chiuda. Che cosa ha fatto Cucinelli? Ha deciso di condividere 5 milioni di utili con i suoi 783 dipendenti che si troveranno in busta paga quei 6.385 euro in più di cui sopra.

«Questo vuole essere un dono di famiglia, qualcosa che va aldilà dell’azienda che è quotata in Borsa» ha detto l’imprenditore di Solomeo, che ha aggiunto: «abbiamo voluto dare un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l’abbiamo comunicato ai dipendenti».

Cucinelli è per tutti un imprenditore illuminato: ha ristrutturato un borgo antico ( qui le foto in un altro post: http://www.linkiesta.it/blogs/marchionne-veste-prada/cucinelli-domani-il-debutto-borsa-e-uno-sguardo-speciale-su-solomeo ) in Umbria, Solomeo, fulcro della produzione dei suoi capi, lussuosi e frutto del lavoro – oltre che dei dipendenti dell’azienda – di un network di micro imprese, oltre 300, che lavorano in esclusiva per Cucinelli; si ispira ai canoni della filosofia benedettina, promuovendo la “cura dell’anima” anche in azienda (a Solomeo c’è un’area biblioteca-relax riservata ai dipendenti). Certamente Cucinelli è anche un imprenditore che sta chiudendo un anno molto positivo: dopo la quotazione a Piazza Affari lo scorso 27 aprile, la Brunello Cucinelli – di cui l’imprenditore continua a detenere circa il 60% – ha annunciato ricavi netti nei primi 9 mesi del 2012 pari a 220,2 milioni di euro,+15,2% rispetto ai 191,1 milioni di euro registrati nel medesimo periodo del 2011. La crescita, a cambi costanti, è stata del 13,6%. L’ utile netto normalizzato è di 21,3 milioni di Euro (+25,3%).

Non male in un momento in cui anche il settore lusso deve fare i conti con la crisi e con una battuta d’arresto dei consumi – seppure leggera – anche nei mercati del Far East.

Allargando il focus, il gesto di Cucinelli – che, chiariamoci, non è da tutti – va contestualizzato in uno scenario di indiscussa positività, dovuta sì all’azzeccata scelta finanziaria ma soprattutto al lavoro di chi i prodotti Cucinelli li cuce, li confeziona, li spedisce, li promuove. Così come i dipendenti dell’azienda del cachemire, molti top manager ricevono un bonus relativo al proprio operato alla fine dell’anno: a livello dirigenziale, dunque, non si tratta di regali di Natale, ma di benefit spesso stabiliti per contratto.

In questo caso nulla era stato stabilito, ma personalmente tenderei a considerare questo “bonus” come un premio legato al merito, non un regalo. Chissà se qualche altra azienda del lusso deciderà di intraprendere questa strategia?

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