Franco Baresi, il carcere e la Colletta Alimentare

«Il prossimo 24 novembre è la giornata nazionale della Colletta Alimentare e fare la spesa è maggiormente importante perché con la propria spesa si darà una mano a chi ne ha più bisogno». Parole e...

«Il prossimo 24 novembre è la giornata nazionale della Colletta Alimentare e fare la spesa è maggiormente importante perché con la propria spesa si darà una mano a chi ne ha più bisogno». Parole e musica di Franco Baresi. Lo storico capitano rossonero è sceso in campo insieme alla fondazione Milan per sostenere la Colletta Alimentare, evento organizzato dalla fondazione Banco Alimentare. Sabato 24, in 9.700 supermercati, 130.000 volontari inviteranno i clienti a donare parte della propria spesa (cibi in scatola, olio, alimenti per l’infanzia) alle persone più povere.

Tra loro c’è Baresi, in una veste insolita: «con Fondazione Milan sarò nel carcere di Opera», dopo che dodici mesi fa aveva varcato le soglie di San Vittore insieme all’associazione Incontro e Presenza, sempre per la Colletta. Dietro le sbarre l’ex calciatore raccoglie i prodotti che i detenuti decidono di donare dalla spesa settimanale. Stessa cosa avverrà nel carcere minorile di Nisida (Napoli) e in altri della penisola. Momenti simbolo per riportare l’attenzione dei media sui penitenziari e sui loro inquilini che dimostrano di essere più vivi e umani di chi li vorrebbe sepolti nel sovraffollamento delle celle.

Baresi, che non è un politico nè un chiacchierone, in carcere ha visto «un’umanità che a volte è difficile trovare fuori, sono persone che stanno attraversando un momento difficile della loro vita, eppure vogliono comunque essere utili e dare il loro contributo». Un dato su tutti: lo scorso anno nei penitenziari di Milano (San Vittore, Opera, Monza e Bollate) sono stati raccolti 1.700 chili di cibo, roba pagata di tasca propria dai detenuti. Che perdipiù devono sottostare ad un complesso sistema per fare la spesa: in virtù del “supervitto”, si possono fare compere solo quattro volte al mese, a prezzi altissimi. Per la Colletta, alcuni di loro andranno a fare i volontari nei supermercati ed altri nel magazzino del Banco Alimentare.

Un gesto semplice quanto disarmante: persone prive di libertà decidono di aiutarne altre, in una realtà potenzialmente lontana. Un miracolo di carità ed educazione che azzera qualsiasi distanza tra penitenziari e supermercati. Nonostante ciò, la politica continua a fare orecchie da mercante: traccheggia e s’indigna, discute e s’arrovella, invece di aumentare gli stanziamenti per il lavoro e le attività rieducative, mentre emergono numeri sempre più raccapriccianti sull’emergenza carceri.

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