Il confronto Rai tra i candidati di centrosinistra? Lo fa Varriale

Con buona pace di Lucia Annunziata e Bruno Vespa, il colpaccio, se così può essere definito, lo ha fatto Enrico Varriale. Domenica pomeriggio il conduttore di Stadio Sprint ha mandato in onda un c...

Con buona pace di Lucia Annunziata e Bruno Vespa, il colpaccio, se così può essere definito, lo ha fatto Enrico Varriale. Domenica pomeriggio il conduttore di Stadio Sprint ha mandato in onda un confronto a distanza tra i cinque candidati alle primarie di centrosinistra sui temi legati al mondo dello sport.

Bersani, Renzi, Vendola, Tabacci e Puppato sono stati interpellati sul ruolo del Coni e sugli scandali del calcio italiano, senza dimenticare la legge degli stadi e il rilancio dello sport di base. Il giornalista napoletano ha rivolto tredici domande ai cinque candidati che possono rivedersi integralmente lunedì 19 nella puntata “Novanta Minuti” di Rai Sport 1. Domenica sera però, Varriale ha voluto ingolosire gli spettatori con alcune pillole, partendo dal testa a testa Renzi-Bersani.

“Per quale squadra fa il tifo?”, è la domanda che rompe il ghiaccio. Bersani dice Juventus, ricordando con malinconia “la partita d’addio di Del Piero”. Agli antipodi (anche) calcistici Renzi, che ribadisce la sua fede per la Fiorentina. “Più facile per la Juventus vincere lo scudetto o per lei diventare presidente del consiglio?”, punzecchia Varriale. E qui il segretario del Pd sfodera il miglior lessico calcistico: “il campionato è ancora lungo”.

Poi si cambia tono: perchè è così difficile far crescere lo sport nella scuola? Per Bersani c’è “un problema attorno alla scuola”. “Forse per ragioni storiche, dal dopoguerra in poi, si è quasi separata la scuola dallo sport ma bisogna tornare a quel punto e attrezzarsi perché la scuola possa essere attrezzata alla pratica sportiva”. Il sindaco di Firenze, invece, esibisce il suo tormentone: “c’è una cultura che vede lo sport come patrimonio degli addetti ai lavori, va rottamata l’idea che lo sport appartenga solo a qualche tecnico. Lo sport è cultura sanitaria, investimento sul futuro, desiderio di emozioni”.

Giusto o sbagliato, da parte di Monti, far cadere la candidatura di Roma alle Olimpiadi 2020? Pure qui i due candidati si dividono. Per Matteo è sbagliato, mentre Pierluigi ammette che sì, è stata “una scelta dolorosa”, ma al tempo stesso “ha convinto il mondo che stavamo facendo veramente sul serio”. D’accordo col segretario anche Laura Puppato (“i 16 miliardi di Londra non possiamo permetterceli”) e Bruno Tabacci, mentre Vendola ci va giù pesante: “la città è così malgovernata che non sarebbe stata adeguata per ospitare un evento così importante”.

Spazio anche per gli scandali nel mondo del calcio. Il governatore pugliese affila le lame del suo eloqio e si concentra sulla corruzione che “non è patologia, ma fisiologia della vita pubblica”, ragion per cui serve un “Big Bang nel mondo dello sport”. Contrariato anche Tabacci, secondo il quale “c’è molta gente che si comporta come non dovrebbe”. Varriale ha colpito nel segno.

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