Storia MinimaIl silenzio sulle liste di proscrizione in Ungheria e la nostra memoria selettiva

Non fare i conti con la storia ( e avere dei “vuoti di memoria”) è sempre problematico. Consideriamo il silenzio sulla proposta di schedatura della popolazione ebraica avanzata da Marton Gyongyosi,...

Non fare i conti con la storia ( e avere dei “vuoti di memoria”) è sempre problematico.
Consideriamo il silenzio sulla proposta di schedatura della popolazione ebraica avanzata da Marton Gyongyosi, leader del partito Jobbikerese. Questo silenzio dovrebbe riguardare parecchio il mondo culturale italiano. Per un motivo tanto stringente quanto banale. Quando si parla di Leggi razziali del 1938 si dimentica di ricordare che il testo ispiratore non erano le leggi di Norimberga ma proprio la restrizione. E quel principio era l’elemento costitutivo del modello modello ungherese di discriminazione antisemita, basato non sul sangue, ma sull’identità culturale.

Un aspetto che parla sia del passato sia del presente.

Per esempio: qualcuno si sta muovendo in vista del primo anniversario della strage del 13 dicembre di Firenze da parte di un militante politica della destra radicale (sempre che la memoria non sia un optional)?

E’ impertinente chiederlo?

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