ContronotiziaIo non sono una giornalista, però…non ingannateci con la titolazione!!!

Navigando in rete si trova di tutto. Com’è (forse) giusto che sia. Ma io, che mi ritengo una persona mediamente intelligente e dotata di una capacità che contraddistingue l’essere umano, capacità c...

Navigando in rete si trova di tutto. Com’è (forse) giusto che sia. Ma io, che mi ritengo una persona mediamente intelligente e dotata di una capacità che contraddistingue l’essere umano, capacità che peraltro dovremmo insegnare ai nostri figli, cioè, quella di sapere distinguere il bene dal male, ogni tanto, guardandomi intorno e leggendo un po’ di tutto, sono assalita dallo sconforto.

“Sgridare e picchiare i bambini può farli ammalare di cancro”

Questo è il titolo sul quale mi sono imbattuta oggi, e vi giuro, non l’ho fatto apposta. Premettendo che sono una semplice blogger e non una giornalista, ma dico, qualcuno farà pure filtro a questa masnada di gente che scrive tutto e di tutto. E di niente. Mi ci metto nella mischia, per carità, ma confido nell’intelligenza dei capi redattori che faranno sicuramente un buon filtro qualora dovessi sparare bestialità.

Ma un titolo così, permettetemi di fare la veste di quella che critica (o forse persona assennata?), si può mai scrivere? Andiamo per punti. L’articolo sostiene la tesi di un gruppo di psicologi della Plymouth University di Devon, pubblicata sul Journal of Behavioural Medicine, secondo la quale “rimproverare i bambini duramente o peggio ancora picchiarli, li mette a rischio di ammalarsi di cancro più degli altri di vari disturbi fisici, dall’asma fino all’insorgere di tumori. Lo stress emotivo a cui un individuo viene sottoposto nei primi anni di vita procurerebbe anche un danno biologico oltre che emotivo.”

Innanzitutto, se vogliamo fare i rompiscatole veri, avrebbero dovuto citare la fonte di questa ricerca, linkarla e dare la possibilità alla gente di informarsi per bene (data la gravità dell’affermazione). Mi correggete se sbaglio, giornalisti?

Lo studio (cito l’articolo)

“Alla ricerca sono stati sottoposti circa 700 persone in Arabia Saudita. Di queste, 250 stavano bene , altre 150 erano invece malati di cancro, patologie cardiache e asma e a tutti è stato chiesto se avessero subito violenze fisiche o verbali durante l’infanzia. Dalle loro risposte si è giunti al risultato che chi aveva avuto il cancro era stato picchiato da piccolo 1,7 volte in più rispetto a chi era in salute. Chi aveva problemi cardiaci 1,3 e chi aveva l’asma 1,6.”

La ricerca è stata fatta su 250 persone, peraltro in Arabia Saudita: qualcuno mi dice se una ricerca condotta su un piccolo campione di una piccola parte della popolazione mondiale ha una valenza tale da giustificare un titolo del genere? Non sono abbastanza competente in materia scientifica per criticare quella tesi, ma mi rendo conto che un titolo così potrebbe condizionare molte persone.

Se qualcuno avesse voglia di leggere i risultati di questa ricerca può leggerlo qui e comprendere che i titolo è fuorviante e sintomo di quella (vera) malattia dell’informazione che ormai dilaga: fare click.
Scusatemi lo sfogo.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta