Mi consentoOdifreddi, la censura e il senso del blog per un giornale

La vicenda Odifreddi-Repubblica dovrebbe, forse, aprire un dibattito sulla natura stessa del blog, su cosa significhi aprire un blog su una testata giornalistica, su quanto quello spazio sia da con...

La vicenda Odifreddi-Repubblica dovrebbe, forse, aprire un dibattito sulla natura stessa del blog, su cosa significhi aprire un blog su una testata giornalistica, su quanto quello spazio sia da considerarsi autonomo, fin dove questa autonomia possa avere residenza. Odifreddi domenica ha scritto un blog in cui ha paragonato i bombardamenti israeliani alla Striscia di Gaza con la logica nazista delle Fosse Ardeatine. Uno scritto forte, non c’è dubbio, uno scritto infantile se vogliamo sposare le parole di David Bidussa qui su Linkiesta. Ma resta l’opinione di una persona “normale”, che ha sue idee peraltro, come scrive, condivise da altri personaggi autorevoli e discussi come ad esempio Chomsky.

Il punto resta però la decisione di Repubblica. E l’idea che quindi il blog, restando ovviamente nei limiti della legge, sia comunque uno spazio di libertà limitato. Di libertà culturale, ripeto, perché restano fermi e imprescindibili i limiti della legge. 

Per quel che conta, ho sempre pensato che la censura intellettuale fosse un danno. E una privazione. Ma sul punto mi piacerebbe che si aprisse un dibattito, anche e soprattutto tra chi lavora su Internet da più tempo di me.  

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