Pirates! Not the Navy!Verso la Terza Repubblica: uccidete il Pdl

La questione primarie nel Pdl è stata fonte di imbarazzo, ripensamenti e lotte interne. Dall'esterno è sembrata una decisione a tappe forzate più perchè le competizione pre-elettorale vada molto di...

La questione primarie nel Pdl è stata fonte di imbarazzo, ripensamenti e lotte interne. Dall’esterno è sembrata una decisione a tappe forzate più perchè le competizione pre-elettorale vada molto di moda che altro. Si è assistito ad una querelle grottesca ed ai limiti del ridicolo sulla base dei soffi d’umore di Berlusconi e delle timide accelerazioni del suo delfino mancato. Insomma, un pasticcio frettoloso solo per cercare di non far sembrare troppo innovatore anche il conservativo Pd. La partita l’ha vinta Angelino Alfano, leader presunto di un’azienda in liquidazione che trionferà senza troppa fatica, per mancanza di avversari, a queste primarie.

Quella del Pdl è la storia di un partito in decomposizione dove nessuno muove per paura di morire, dove si consuma la tragedia degli ex An costretti prima a subire il Governo Monti e poi ad accodarsi ad Alfano nella gara elettorale (Giorgia Meloni, dove sei?), dove i formattatori non riescono con chiarezza a liberarsi del padre con il quale sono cresciuti, dove i pochi veri liberali riescono come al solito a dividersi tra Galan e Crosetto. Tutto molto prevedibile per una partito senza alcuna consuetudine giuridica interna, nè metodi o cultura politica sedimentati poichè costruito intorno ad un immenso carisma che oggi appare bruciato. Il Popolo delle libertà è una bestia agonizzante che aspetta solo il colpo di grazia. E che siano le primarie con scarsissima affluenza, le regionali lombarde o piuttosto le politiche del 2013 non importa. Quello che importa è capire come si orienteranno tutte le persone che avevano creduto nella rivoluzione liberale promessa da Silvio Berlusconi o meglio chi avrà la credibilità per convincere i cittadini scontenti. Grillo si è già appropriato di un pezzo di elettorato orfano di un capo carismatico antisistema, ma ne resta una fetta piuttosto ampia che oscilla tra indecisione ed astensione.

E allora chi oggi nell’area alternativa al trio Casini(?)-Bersani-Vendola cerca di costruire un’offerta politica diversa dovrà per forza trovare l’avversario da soppiantare e seppellire. Il Pdl è un enorme palazzo semi abbandonato da distruggere definitivamente per poi ricostruire quell’area persone e metodi diversi. Qualcuno dovrebbe oggi rivolgersi ai vecchi coinquilini di quella grande costruzione per infondere fiducia, credibilità e nuovo civismo. C’è chi pensa che la Terza Repubblica inizierà subito dopo le politiche del 2013 quando il Pdl sarà ridotto in pezzi ed al minimo storico e c’è chi è convinto che il processo possa essere più veloce se si riuscirà a parlare chiaramente a chi sognava vent’anni di riforme liberali rimandate, sottolineando l’alterità rispetto ad un partito padronale, di plastica e ad oggi privo di credito.

Più velocemente le storure del berlusconismo saranno liquidate, più sarà facile aprire un nuovo capitolo della politica italiana e questo significa spolpare elettoralmente il Pdl. Ai coraggiosi che vogliono provare ad andare verso la Terza Repubblica basta un breve consigilio: bene Monti, ma uccidete il Pdl.

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