All roads lead to RomeAltro che comunità intelligenti e diritti dei cittadini: illegalità e degrado nella Roma di Alemanno

All’indomani dell’approvazione in Parlamento della c.d. Agenda Digitale (e cioè il decreto contenente un pacchetto di norme volte a favorire la modernizzazione delle pubbliche amministrazioni in It...

All’indomani dell’approvazione in Parlamento della c.d. Agenda Digitale (e cioè il decreto contenente un pacchetto di norme volte a favorire la modernizzazione delle pubbliche amministrazioni in Italia), verrebbe voglia di scrivere di nuove tecnologie e della definizione di nuovi spazi d’inclusione sociale, accessibilità e apertura nelle città moderne che tali tecnologie rendono possibili. Per fortuna, di tutto ciò ha già scritto benissimo Lorenzo Benussi, che è uno degli artefici delle norme che la Camera ha approvato nonostante la crisi politica che ne faceva temere l’affossamento.

Mi trovo invece a dover scrivere di un caso di mala amministrazione (per usare un eufemismo) di cui sono testimone diretto a Roma, nel quartiere San Giovanni, e che riassume l’esatto opposto di ciò che dovrebbe essere una comunità virtuosa e intelligente, retta da principi di trasparenza, legalità, partecipazione diretta dei cittadini ed efficienza amministrativa.

In sintesi: da almeno un anno e mezzo (e cioè dal mese di luglio 2011) via Albalonga, che si estende da piazza Re di Roma fino a via Etruria, nel popolare (e popoloso) quartiere San Giovanni a Roma, è di fatto sottratta ai residenti e al suo status di via pubblica. Ciò a causa dell’ abbandono di un cantiere del cosiddetto (e poco fortunato, a quanto pare) Programma Urbano Parcheggi (PUP) e, contestualmente, di un gigantesco fenomeno di parcheggio abusivo e impunito che va in scena tutti i giorni (e tutte le sere) senza che le numerosissime denunce e segnalazioni dei cittadini (via telefono, email, twitter, etc.) siano prese in alcuna considerazione dalle autorità competenti.

Via Albalonga si trova, di fatto, in uno stato di perenne assedio e occupazione abusiva. La compresenza del grande cantiere edile abbandonato – trasformatosi ormai in discarica a cielo aperto – e di automobili parcheggiate in terza, quarta e quinta fila bloccano completamente la circolazione, non solo dei veicoli privati, ma anche di mezzi di pubblica utilità quali ambulanze, autobus del servizio di trasporto urbano, veicoli della nettezza urbana, taxi, etc. Tutto ciò, a quanto sembra, per permettere ad avventori senza scrupoli di consumare in modo indisturbato caffè e tiramisù, di gran moda in quella via di Roma.

Tutto ciò accade ormai da lunghissimo tempo sotto gli occhi increduli di centinaia di residenti, senza che la Polizia Municipale o la polizia giudiziaria intervengano. D’altra parte, cosa si può pretendere se, soprattutto dalla tarda serata in poi, in tutta Roma c’è un numero assai esiguo di pattuglie, impegnate soprattutto a rilevare incidenti automobilistici? Come ammesso dagli stessi amministratori, la città da una certa ora in poi è abbandonata a se stessa.

Dopo aver denunciato a più riprese l’emergenza di via Albalonga agli uffici competenti di Roma Capitale e del IX Municipio, alla fine dello scorso ottobre alcuni residenti hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Inoltre, i residenti più attivi si sono alleati a fronte dell’aggravarsi della situazione e stanno conducendo una battaglia di legalità che è ormai questione di sopravvivenza. Inoltre, come se non bastasse, da sei giorni c’è un blackout che ha lasciato la via completamente al buio, favorendo tentativi di furto a danno di negozi e risse tra parcheggiatori abusivi e residenti che cercavano di uscire con la propria auto dagli spazi ostruiti dalle doppie e triple file degli assedianti.

Qui di seguito riporto un comunicato stampa diramato oggi dalla Presidenza del Municipio IX di Roma Capitale, che si è fatta carico, ancora una volta, delle istanze dei cittadini. Tutto ciò nella speranza che questa storia possa dare un’idea di che cos’è diventata la Roma di Alemanno: non una “smart city” ma, nella migliore delle ipotesi, una città di Smart (le auto, sic).

Roma Capitale
Municipio IX
Roma, 14 dicembre 2012
COMUNICATO STAMPA

Via Albalonga; Fantino scrive ad Alemanno: “Situazione critica. Serve intervento per ristabilire normalità e legalità”
“La situazione di via Albalonga è ormai critica. Da anni segnaliamo al Sindaco Alemanno la necessità di un intervento dell’amministrazione comunale per risolvere gli enormi problemi di quest’ area del nostro Municipio. Il cantiere per la realizzazione dell’intervento originariamente previsto dal Piano Urbano Parcheggi e oggi cancellato con Ordinanza dello stesso Alemanno, grazie alla strenua opposizione del Municipio, dei Comitati NO PUP e dei cittadini, gestito fin dall’inizio in modo superficiale, oramai versa in condizioni di abbandono e di degrado tali da rappresentare emblema dell’inadempienza dell’amministrazione comunale e causa di profondo disagio e pericolo per i cittadini”. E’ quanto dichiara Susi Fantino, Presidente del Municipio IX di Roma Capitale.
“Ma ancora più grave è aver lasciato che la stessa strada sia divenuta preda di privati che, illegittimamente, l’hanno trasformata in sede dei propri interessi, utilizzando la proprietà pubblica come fosse pertinenza di quella privata, adibendola a parcheggio per i clienti, con metodi inaccettabili – aggiunge Fantino”.
“Questa annosa e delicatissima questione, più volte segnalata e mai concretamente affrontata dall’amministrazione capitolina, è arrivata oltre il limite della sopportabilità. Con conseguenze pesantissime per la qualità di vita dei residenti e la viabilità – aggiunge ancora Fantino – Non è assolutamente accettabile che una Pubblica Amministrazione tolleri una situazione di tale degrado.
“Per questo motivo ho scritto una nuova lettera al Sindaco Alemanno con la quale richiedo un suo improcrastinabile intervento. Non sono più ammissibili scuse di sorta. Siamo di fronte a una situazione di disagio e di illegalità diffusa. L’amministrazione capitolina ha il dovere di intervenire per tutelare gli interessi pubblici – conclude Fantino”.