Fisco e sviluppoBersani e Visco preparano il terreno alla patrimoniale? E’ la direzione sbagliata

Sono rimasto sorpreso nel leggere l'aggiornamento del IX Rapporto NENS sull'andamento e prospettive della finanzia pubblica italiana che ritiene ci sia un collegamento tra il calo del gettito IVA n...

Sono rimasto sorpreso nel leggere l’aggiornamento del IX Rapporto NENS sull’andamento e prospettive della finanzia pubblica italiana che ritiene ci sia un collegamento tra il calo del gettito IVA negli ultimi mesi con l’ incremento dell’evasione da cui la necessità di una “immediata” manovra per il nuovo Governo. Come si legge sotto:

Dal rapporto di “Nuova Economia Nuova Società” associazione fondata da Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco nel 2001

Nella nota di aggiornamento al Def (Nda) il governo ha presentato le ultime stime circa l’andamento dei principali indicatori di finanza pubblica per il 2012. Il peggioramento del quadro maturato in soli quattro mesi è piuttosto netto, e l’evoluzione delle previsioni governative è andata, per i principali saldi, nella direzione anticipata nel IX Rapporto Nens di finanza pubblica ossia di un generale peggioramento. Questa correzione, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente. Tenendo conto del pessimo andamento dell’Iva, presumibilmente dovuto all’incremento dell’evasione, l’avanzo primario per il 2012 potrebbe quindi collocarsi tra il 2,4 e il 2,6 del Pil (contro il 2,9 previsto dal Governo) mentre l’indebitamento netto raggiungerebbe un valore compreso tra il 2,9 e il 3,1 del Pil (contro il 2,6 previsto dal Governo). Nella peggiore, ma non improbabile, ipotesi, quindi, l’Italia non uscirebbe dalla procedura comunitaria per disavanzo eccessivo, il che renderebbe sostanzialmente obbligatoria una manovra immediata per il governo subentrante.

Il gettito da IVA è in affanno perchè sono imballati i consumi e gli investimenti. Basta chiedere al sistema bancario i dati sul settore immobiliare e delle costruzioni per capire la portata del fenomeno o vedere l’andamento del mercato auto o il meno 3 percento dei consumi natalizi. Consumi in picchiata, altro che evasione.

Per non deprimere i consumi e gli investimenti (e quindi peggiorare i conti dello Stato) bisogna smettere di pensare a nuove tasse. Chiunque vada al governo deve tagliare la spesa (e le tasse). L’imposta patrimoniale “soft” è già stata introdotta dal Governo Monti sia con l’IMU (che ha portato nelle casse dello Stato 4 miliardi di euro oltre ai 5 circa finite in quelle dei Comuni), la “mini” patrimoniale sui conti correnti (5,5 miliardi di gettito) il contributo di solidarietà del 3% sui redditi sopra i 300 mila euro (la bellezza di 300 milioni di gettito…).

Minacciare “una obbligatoria manovra immediata per il governo subentrante” motivandola con “il pessimo andamento dell’Iva, presumibilmente dovuto all’incremento dell’evasione” è invertire i termini del discorso. L’IVA cala – comunque di meno di 2 miliardi a fronte di nuove imposte per oltre sei volte come visto sopra – perchè imprese e consumatori non spendono ed investono.

Finita l’emergenza bisogna andare nella direzione opposta a quella di nuove tasse, bisogna completare il lavoro iniziato (a fatica) da Monti sulla spending review ed abbasare le tasse. Agenda Monti, con meno tasse.

twitter @actavecchio

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