Il Grande SatanaLei non sa chi sono io

Prima di veder sbarcare Office sui dispositivi targati iOS (e Android) dovremo attendere la fine dei negoziati tra Redmond e Cupertino. Già, perchè, a quanto pare, Microsoft ha deciso di fare la vo...

Prima di veder sbarcare Office sui dispositivi targati iOS (e Android) dovremo attendere la fine dei negoziati tra Redmond e Cupertino. Già, perchè, a quanto pare, Microsoft ha deciso di fare la voce grossa con Apple riguardo ai termini di revenue sharing dell’App Store.

<spiegazione per neofiti> Come credo avrete notato, la stragrande maggioranza delle app presenti nello store di Apple NON sono create da Apple stessa, bensì da sviluppatori esterni. Come funziona il processo? Semplice: io sviluppatore mi iscrivo, sottopongo la mia app al giudizio della Mela e, se passo il test, il mio prodotto sbarca sul negozio virtuale. A questo punto, per ogni 100 dollari incassati, 70 arrivano nelle mie tasche mentre 30 se li incassa Apple. < /spiegazione per neofiti>

Tecnicamente i termini del “70-30” valgono per tutti. Ma Microsoft non ci sta e – oggi per l’aggiornamento dell’app SkyDrive (il servizio di archiviazione cloud), domani per gli abbonamenti a Office 365 – chiede che Apple riduca la propria “fetta”. Un ulteriore ostacolo per lo sbarco della suite di produttività su iPad e iPhone, la quale, secondo indiscrezioni, avrà un modello molto simile a quelle già presenti sul mercato smartphone: una versione gratuita per visionare i documenti e una su abbonamento per crearli/modificarli.

Non è chiaro che genere di concessioni stia cercando Microsoft in virtù di quella che – secondo il loro punto di vista – è una grande occasione di guadagno anche per Apple. Forse l’80-20. Secondo le voci di corridoio, comunque, questa avrebbe risposto come un poliziotto che ha appena dato una multa ad un conduttore televisivo: le regole sono le stesse per tutti.

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Linkiesta Paper Estate 2020