Il Grande SatanaRerouting

Dopo Starbucks, Google e Amazon, anche BigM potrebbe presto finire sulla graticola del fisco britannico. Secondo un'inchiesta condotta dal The Sunday Times l'azienda eviterebbe di pagare, ogni anno...

Dopo Starbucks, Google e Amazon, anche BigM potrebbe presto finire sulla graticola del fisco britannico. Secondo un’inchiesta condotta dal The Sunday Times l’azienda eviterebbe di pagare, ogni anno, tasse per ben 159 milioni di sterline, quasi 200 milioni di euro.

Il tutto grazie ad un semplice escamotage: l’azienda fa pagare gli acquisti online dei suoi clienti britannici direttamente alla sua sede in Lussemburgo, dove le tasse sono basse. Gestito da appena 8 persone, questo piccolo ufficio vedrebbe arrivare entrate per oltre 300 milioni di euro l’anno, che girerebbe sotto forma di royalties – sempre secondo il giornale – al quartier generale in Irlanda. Paese dove, come è noto, le tasse che gravano sulle aziende sono la metà di quelle inglesi (intorno al 12,5%). Infine, il tutto arriverebbe alle isole Bermuda sotto forma di dividendi.

(fonte: Mail Online)

Un vero e proprio intrigo internazionale che non ha mancato di suscitare la rabbia degli attivisti di Tax Justice Network: il problema, secondo questi ultimi, è che non si tratta tanto di evasione fiscale propriamente detta (tax evasion), bensì di aggirare le leggi (tax avoidance), una strada praticabile solo per entità che trascendono i confini di una sola nazione.

Non a caso, dopo aver riaffermato che l’azienda non ha nulla da nascondere, nel suo commento il portavoce di Microsoft ha specificato

Microsoft subsidiaries are fully subject to tax in the jurisdictions in which we operate

Insomma: è la globalizzazione, bellezza.

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