Se la rottamazione Pd assomiglia a un funerale

Dalla rottamazione all’elogio funebre il passo è breve. Ne sanno qualcosa i dirigenti del Partito democratico che hanno deciso di non ricandidarsi in Parlamento. Oggi alla Camera il capogruppo Dari...

Dalla rottamazione all’elogio funebre il passo è breve. Ne sanno qualcosa i dirigenti del Partito democratico che hanno deciso di non ricandidarsi in Parlamento. Oggi alla Camera il capogruppo Dario Franceschini ha voluto ricordarli durante il brindisi di Natale con deputati e dipendenti. «Grazie di tutto – le sue parole – non vi dimenticheremo». Roba che nemmeno durante l’ultimo saluto.

Per fortuna loro, i diretti interessati sono ancora in vita. E si spera siano anche poco scaramantici. Alcuni erano persino presenti all’incontro. Hanno salutato le festività con i colleghi Walter Veltroni e Pierluigi Castagnetti. Non Massimo D’Alema – anche lui ha scelto di non ricandidarsi a Montecitorio dopo anni di onorato servizio – impegnato altrove. 

«Senza di loro – ha ricordato Franceschini – Noi non saremmo qui. Non sarebbe nato l’Ulivo e neanche il Pd. A loro va un ringraziamento vero. Nella prossima legislatura, di loro, non dovremmo dimenticarci nemmeno un minuto». Amen. 

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