Diario grecoDove è finita la Grecia? Poi, all’improvviso, Gianfranco Fini…

Uno degli effetti non voluti della campagna elettorale nostrana è un relativo calo dell'attenzione mediatica sulle questioni di non immediato interesse nazionale. Una di queste è la situazione econ...

Uno degli effetti non voluti della campagna elettorale nostrana è un relativo calo dell’attenzione mediatica sulle questioni di non immediato interesse nazionale. Una di queste è la situazione economica e sociale in Grecia. Viene da pensare che l’attenzione mediatica che i media italiani ed europei hanno dato alla crisi greca nella sua fase acuta, la scorsa primavera, sia funzionale alla creazione di retoriche generali, e poi nazionali. In Germania, l’immagine del greco “sudeuropeo”, pigro e disonesto; in Italia, gli innumerevoli “non siamo come la Grecia”, con un attenzione tra il drammatico e il molto drammatico. In generale, l’espressione che più ha avuto successo, ora colpevolmente scomparsa, è “tragedia greca”, con cui è piaciuto a tutti definire la situazione. Un sacco di materiale mediatico, ma che ora è come scaduto, insomma. Materiale di cui ci si chiede: ma se valeva prima, non vale più adesso? O erano semplicemente racconti superficiali?

Poi, stasera all’improvviso Gianfranco Fini se ne esce a Ballarò con la preziosa considerazione: [prima che arrivasse Monti] “rischiavamo di diventare come la Grecia”. Evviva. Quasi se ne sentiva la mancanza, in fondo. E finalmente il tema torna in prima serata: ci si sente come teletrasportati in questo video:

Intendiamoci: ironia a parte, nessuno è immune. Anche questo blog -seppur per cause di forza maggiore- è rimasto inattivo nei mesi passati.

Siccome scrivere un blog è spesso un po’ come giocare a fare Don Chisciotte, riprendo a dare un po’ di fatti sparsi, cose che sento o leggo sulla Grecia. C’è l’imbarazzo della scelta su dove incominciare. L’ieri sera l’altro, il quartier generale di Nea Dimokratìa, nel centro di Atene, è stato attaccato a colpi di kalashnikov. Questo è successo giusto l’altroieri sera.Un proiettile è stato ritrovato nell’ufficio del premier Samaràs. Altri attacchi con bombe incendiarie hanno preso di mira giornalisti e sezioni di vari partiti (tra cui anche Syriza). Nessun ferito, ma la tensione, almeno ad Atene, è alta.

Da oggi, riprendo quindi a riportare e, quando posso, commentare un po’ di fatti sparsi, raccolti dalle fonti più varie. Sperando di poterci ritornare, in Grecia, in un futuro non troppo lontano. Stay tuned.

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