Opportune et importuneIl fronte laico contro le nozze gay che qualche philosophe non vuole vedere

Le centinaia di migliaia di persone che domenica 13 gennaio hanno invaso il centro di Parigi per protestare contro il progetto di legge del governo socialista di Françoise Hollande sulle nozze gay ...

Le centinaia di migliaia di persone che domenica 13 gennaio hanno invaso il centro di Parigi per protestare contro il progetto di legge del governo socialista di Françoise Hollande sulle nozze gay devono aver sconvolto profondamente la filosofa Michela Marzano, docente all’Università di Parigi e candidata tra le file del Pd alle prossime elezioni politiche.

Così sconvolta da lanciare dal suo blog su Repubblica una dura reprimenda: «C’era una volta la laicità in Francia», scrive. «Fino a qualche anno fa, infatti, a nessuno sarebbe venuto in mente di parlare pubblicamente della propria fede o di utilizzare la religione come argomento intellettuale. C’era una separazione netta tra la sfera pubblica e la sfera privata, i poteri politici e le istituzioni religiose. Lo Stato aveva una posizione neutra, lasciando ad ogni cittadino una piena libertà di coscienza. E anche quando si trattava di temi molto sensibili (procreazione artificiale, testamento biologico, diritti degli omosessuali), le morali religiose non interferivano con le decisioni della Repubblica».

Anzitutto, una manifestazione di legittimo dissenso nei confronti di una proposta di legge non significa affatto “interferire con le decisioni della Repubblica”. In una democrazia esprimere la propria opinione non solo è lecito ma indispensabile per l’esistenza stessa della democrazia. Inoltre, a scendere in piazza contro il matrimonio gay non sono stati solo fedeli e movimenti religiosi, dai cattolici agli ebrei ai musulmani, ma anche molti laici, non credenti, atei persino, ex ministri socialisti, omosessuali dichiarati che rivendicano la loro diversità ma non vogliono per sé matrimonio, adozione e procreazione medicalmente assistita e semplici cittadini con in mano il codice civile. Anche se a qualcuno sarebbe piaciuto il contrario, gli oppositori al “mariage pour tous” non sono né clericali né omofobi. Tutto, insomma, è stata eccetto che una manifestazione confessionale.

La Marzano però insiste: «In queste ultime settimane», prosegue, «si sta assistendo in Francia al ritorno fracassante sulla scena pubblica della morale religiosa».

Ma, si sa, qual è il motto degli ideologi: quando la realtà non si adatta alle mie teorie, tanto peggio per la realtà.

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