Pubblica Amministrazione: come compra e quando pagaRitardi nei pagamenti della P.A. 4 miliardi per interessi di mora (100 punti di spread)

Questo è il primo post del mio blog che ha la presunzione di occuparsi delle “compere” della Pubblica Amministrazione (di seguito P.A.) e, soprattutto, verificarne le doti di buona pagatrice. Per ...

Questo è il primo post del mio blog che ha la presunzione di occuparsi delle “compere” della Pubblica Amministrazione (di seguito P.A.) e, soprattutto, verificarne le doti di buona pagatrice.

Per gli amanti dei numeri stiamo parlando dei circa 135 miliardi di euro annui, che la P.A. utilizza tutti gli anni per l’acquisto di beni e servizi, su di un totale di 793,5 miliardi di spesa pubblica (vedi Documento di Programmazione Economica e Finanziaria).

Cercherò di essere il meno “palloso” – scusate il termine – possibile individuando, spero anche grazie alla partecipazioni dei lettori di questi articoli, aneddoti e situazioni da stigmatizzare o, al contrario, buone pratiche da lodare e quindi replicare.

Molto ci sarebbe da dire sulle procedure di acquisizione di beni e servizi e delle relative forme di selezione dei contraenti, ma, riguardo questo argomento, per il momento mi limito a rinviare i curiosi al Capo III Sezione I del Codice degli appalti.

Recentemente il Governo Monti, con il Decreto Legislativo 192/2012, ha recepito (in anticipo rispetto ad altri paesi europei) la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo in materia di pagamenti sia tra privati che inerenti la P.A.. Il provvedimento stabilisce tempi compresi tra i 30 e 60 giorni ma soprattutto lo scatto in automatico degli interessi legali di mora (circa il 9%) una volta superati i termini previsti.

Assobiomedica, da anni impegnata nel calcolo dei tempi di pagamento nella sanità – cioè circa 70 miliardi di quei 135 indicati per l’acquisizione di beni e servizi – ha fissato in 300 i giorni medi necessari per assolvere le incombenze da parte delle Aziende Sanitarie.

In soldoni significa che, solo per interessi, le aziende sanitarie potrebbero essere costrette ad un maggiore esborso pari a più di 4 miliardi di euro (Capitale x tasso int. x 240g.g./100 x 365) più o meno quanto costerebbero in interessi 100 punti di spread (1% di interesse per 400 miliardi di titoli di Stato emessi in un anno).

Adesso avete capito perché ho deciso di seguire con attenzione le dinamiche sui pagamenti della P.A.?

P.S. Mentre sto scrivendo queste poche righe, Berlusconi, ospite a Porta a Porta, parla proprio delle grandi difficoltà che si riscontrano nei pagamenti nella sanità pubblica.

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