A piedi nudiI professori del Marconi fanno lezione a Cristian agli arresti domiciliari per parricidio.

I professori del liceo tecnologico Marconi di Latina hanno deciso di non lasciare solo Cristian al suo destino, ma di aiutarlo e supportarlo nel percorso di riabilitazione sociale e culturale. Ques...

I professori del liceo tecnologico Marconi di Latina hanno deciso di non lasciare solo Cristian al suo destino, ma di aiutarlo e supportarlo nel percorso di riabilitazione sociale e culturale.

Questo perchè Cristian l’ultimo giorno di scuola e prima delle vacanze natalizie, il giorno in cui tutti si salutano e si fanno gli auguri ben felici della pausa scolastica, aveva voluto incontrare il padre e tendere la mano a quell’uomo violento che picchiava continuamente sua madre e da cui si era separato.

Doveva essere per gli auguri, per una passeggiata al mare e per un caffè, ma così non è stato, perchè quel giorno si è trasformato improvvisamente in tragedia. Una parola fuori posto da parte dell’uomo nei confronti della madre, vittima continua delle sue ire irrefrenabili, ha provocato la reazione del ragazzo, che aspirava ad avere una famiglia normale, tanto che lo scriveva continuamente sulla sua pagina di facebook….”la cosa più importante per me è la famiglia”. In virtù di questo aveva inutilmente tentato in tutti i modi di ricomporla quella famiglia infelice a causa di quel padre irascibile, aggressivo e violento nei confronti di tutti.

Non riuscendoci, si era erto a figura protettiva della madre. A scuola un pò sapevano. Sapevano che quel ragazzo faceva le notti in ospedale per assistere la madre, sapevano di quel padre- padrone, sapevano che riceveva continuamente telefonate ed era sempre in allerta, temendo ogni volta il peggio. Era tanto in ansia per l’incolumità della madre, che il giorno prima della tragedia, mentre veniva interrogato, ha risposto ad una chiamata al cellulare…beccandosi poi una nota, a cui però voleva rimediare, scusarsi con l’insegnante, come aveva poi confessato al docente
dell’ultima ora, a cui aveva anche chiesto se riusciva a finirlo positivamente quell’anno scolastico e di volersi impegnare perchè tutto andasse per il meglio. Tutto pur di avere una vita normale.

Ma ventiquattro ore dopo, quell’incontro ha distrutto tutto…i suoi sogni di diciottenne…le sue speranze e le sue aspirazioni.
Ma come si è potuti arrivare a tanto nonostante le continue segnalazioni per questo padre così brutale? In una società ben organizzata non avrebbe dovuto certo essere Cristian a difendere la madre da quella violenza che ormai si era impossessata della vita di tutti.
Quel tiepido giorno di dicembre, lì sulla duna, mentre passeggiavano tranquilli, una parola fuori posto contro la madre, ha fatto reagire Cristian, che dopo essere stato picchiato dall’uomo…ha preso un bastone che si trovava lì nelle vicinanze e ha picchiato…picchiato e picchiato il padre, lasciandolo poi lì e scappando a casa. Ma non “voleva ucciderlo”, ha poi confessato presentandosi spontamente in caserma. Cristian si è trasformato quindi in un parricida. Non cè da scomodare Freud per analizzare una figura così. Nè la complessa figura di Dostoevskij.

E’ tutto talmente chiaro che i professori del Marconi non se la sono sentita di abbandonarlo, così come il sindaco e la città di Cisterna. A scuola hanno deciso che Cristian andava aiutato. Una decina di insegnanti, alcuni non della sua sezione hanno dato la loro disponibilità a recarsi ogni settimana a turno a casa del ragazzo, ora agli arresti domiciliari, per fare delle lezioni personalizzate, con il consenso del giudice, ovviamente.
Questi dieci insegnanti hanno accettato un ulteriore impegno oltre l’orario scolastico e in maniera totalmente gratuita. Non solo. Ma accollandosi anche le spese, perchè Cristian abita a km di distanza da Latina. Ma sono fieri di poterlo fare perchè Cristian possa uscire da questa brutta storia senza sentire addosso l’abbandono dei grandi, quelli che avrebbero dovuto proteggerlo e non l’hanno fatto, trasformandolo poi in assassino.

Un grande grazie va a questi docenti, da parte di tutti. Encomiabili davvero, perchè il loro esempio di altruismo e professionalità va ben oltre il luogo comune che vede gli insegnanti tutti uguali e “scansafatiche”, come si sente dire da più parti. Un esempio di generosità, il loro, su cui molti dovrebbero davvero meditare, prima di dare giudizi avventati.

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