Mi consentoUn ragazzo si sfoga: “Copiare all’università è un reato. Anche da lì nasce il marcio di quest’Italia”

Splendida lettera pubblicata oggi da La Stampa a pagina 41 nella rubrica Specchio dei tempi. Cui io aderisco completamente.  “Da studente universitario mi sono stufato di vedere l’andazzo di questo...

Splendida lettera pubblicata oggi da La Stampa a pagina 41 nella rubrica Specchio dei tempi. Cui io aderisco completamente. 

“Da studente universitario mi sono stufato di vedere l’andazzo di questo paese, ma mi vorrei concentrare su un dettaglio forse per molti irrilevante. Mi sono scocciato di vivere in un paese dove c’è gente che copia a tutti gli esami e la fa franca. Oltre ai bigliettini, si sotengono quasi gli esami in gruppo. Io nella mia vita ho preso le mie umiliazioni, se non sapevo svolgere l’elaborato mi sono anche dovuto ritirare. Se io mi lamentassi probabilmente mi verrebbe detto di farmi più furbo, ma la mia etica me lo vieta. Non vi può essere la cultura della legalità se ognuno fa il furbetto. Si comincia col copiare agli esami, si prosegue copiando ai concorsi, si prosegue ancora magari facendo i favori all’amico dell’amico. Basta. Copiare è un reato e chi copia deve essere punito. Professori, non chiudiate gli occhi!

Io suggerisco che negli atenei (specialmente quelli più blasonati) vi siano molti più controllori oppure un sistema di webcam puntate sugli studenti in modo tale che non possano fare furbate”.
S.T.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta