WildItaly.netI camion e l’inquinamento di cui nessuno parla

Spesso si parla dei primati negativi che l'Italia ha nel campo dell'informazione, del lavoro e quant'altro. Poco spazio ha l'inquinamento ambientale, in relazione per esempio al numero dei veicoli ...

Spesso si parla dei primati negativi che l’Italia ha nel campo dell’informazione, del lavoro e quant’altro. Poco spazio ha l’inquinamento ambientale, in relazione per esempio al numero dei veicoli pesanti che circolano lungo lo stivale. Ogni giorno, infatti, solcano le nostre autostrade quasi 5 milioni di camion (4 milioni e 900 mila per l’esattezza). Un numero impressionante da cui deriva la cifra ancora più incredibile di 44.100.000 tonnellate di CO2 emesse giornalmente.camion

Cerchiamo di far chiarezza analizzando nel dettaglio tutti i fattori che hanno permesso di produrre numeri cosi elevati. Tutto cominciò 60 anni fa, quando vuoi per la presenza della FIAT o chissà per quale motivo, si decise che il sistema logistico italiano sarebbe avvenuto perlopiù su gomma, finanziando così la costruzione di autostrade trascurando sempre più le ferrovie su cui il resto d’Europa aveva già da tempo scommesso.

Il sistema dei trasporti veniva cosi affidato a un sistema totalmente liberale che oggi conta ben 161.327 imprese di logistica. Ancora maggiore è invece il numero dei cosiddetti “padroncini”(operatori individuali con un singolo mezzo) e minore il numero di grandi flotte. Si preferisce infatti il padroncino per molte ragioni tra cui la maggiore flessibilità nell’adattarsi alla concorrenza e al mercato. Il padroncino inoltre percorre tratte dette di “breve raggio” e si calcola che il 70% dei trasporti interni su gomma avviene su queste tratte. Il restante 30% dei trasporti invece comprende i medi e lunghi raggi ed è su queste tratte che si dovrebbe agire incentivando la rotaia e altri sistemi innovativi che rappresentano il futuro della logistica.

Questo argomento non rappresenta soltanto un emergenza sul piano ecologico ma riveste una notevole importanza economica soprattutto se, come più volte si è sentito dire in campagna elettorale, si sceglie di puntare su una politica di esportazione. Data l’importanza il tema dovrà quindi essere affrontato seriamente dal governo che si instaurerà.

LUCA GRECO
per Wilditaly.net

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