All roads lead to RomeRoma, il centrodestra e la creazione di nuovi mostri metropolitani

A pochi giorni di distanza dallo tsunami delle elezioni politiche e dalla clamorosa affermazione del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale, Roma entra nel pieno della campagna elettorale per ...

A pochi giorni di distanza dallo tsunami delle elezioni politiche e dalla clamorosa affermazione del Movimento Cinque Stelle a livello nazionale, Roma entra nel pieno della campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione del suo sindaco.

Chi vive o lavora nella capitale sa benissimo quanto la città sia caduta in basso in questi ultimi anni, economicamente e culturalmente, e quanto imbarazzante sia ormai il confronto con le altre capitali dell’Europa occidentale per la qualità dei servizi pubblici e gli standard di sicurezza garantiti ai residenti.

La città è socialmente ferma, non offre più alcuna opportunità di sviluppo professionale ai giovani ed è diventata insostenibile per chiunque voglia vivere del proprio lavoro in maniera decorosa, esigendo un’attenzione e una protezione adeguate da parte delle autorità, municipali e di pubblica sicurezza.

Per i livelli disastrosi dei servizi pubblici che offre e per la mancanza di controllo del territorio, Roma si candida ormai a competere più con certe capitali sudamericane e nordafricane che con altre grandi città europee, a cominciare da quelle della pur disastrata (finanziariamente, s’intende) Spagna.

Pur non potendosi addossare tutte le responsabilità dello sfascio organizzativo e della decadenza di Roma all’attuale amministrazione di centrodestra, non si può restare inerti di fronte alle gravissime colpe e alla manifesta inadeguatezza dimostrata dalla giunta presieduta da Alemanno in questi ultimi anni.

Un fulgido esempio di mala amministrazione (a voler essere gentili) si è avuto con il riordino dei municipi – le care vecchie circoscrizioni – approvato dal consiglio di Roma Capitale su proposta della giunta proprio nel giorno che sarà ricordato per l’elezione del nuovo pontefice.

Il provvedimento, nel ridurre il numero dei municipi per ragioni di bilancio, ha partorito un’autentica mostruosità metropolitana che consiste nell’accorpamento di due tra i municipi più densamente popolati e più bisognosi di attenzione dell’intera città, e cioè il IX e il X, corrispondenti a quell’area vastissima che da San Giovanni arriva fino a Cinecittà, attraversando l’intero quartiere Tuscolano. Sarà dunque un unico municipio a dover garantire tutela della legalità, del decoro e l’offerta di servizi ai residenti (per esempio quelli anagrafici) in una zona martoriata da un traffico e da condizioni igienico-sanitarie insostenibili, dall’abbandono pluriennale di cantieri come quelli della metro C e del Piano Urbano Parcheggi (PUP) – con conseguente devastazione per un tempo indefinito d’intere strade e quartieri – e da episodi di piccola e grande criminalità che rendono la vita quotidiana quasi impossibile per famiglie con bambini e per gli anziani.

E’ d’obbligo chiedersi: se già oggi, prima dell’arrivo del nuovo mostro, le risorse limitate di Roma Capitale non riescono a garantire in quella vasta zona della città il funzionamento di servizi minimi quali la pulizia delle strade, la raccolta dei rifiuti (la differenziata, fatta seriamente, è ancora fantascienza) e un controllo appena sufficiente del territorio e della legalità da parte delle autorità municipali, cosa occorrerà aspettarsi nel prossimo futuro?

Non è difficile prevedere una protesta di massa da parte dei cittadini anche alle prossime elezioni comunali. In quell’occasione gli elettori potrebbero, in preda alla disperazione, conferire al Movimento Cinque Stelle un mandato ancor più ampio di quello che il movimento stesso ha ricevuto a livello nazionale appena due settimane fa. Decisioni come quella del Campidoglio sulla riduzione dei municipi non potranno che accorciare la vita politica dei partiti che l’hanno presa, giocando consapevolmente col fuoco e con la vita quotidiana dei cittadini.