L'Aquila Blog. Opinioni a confronto sui fatti che contanoCondom, un ‘bene di lusso’, quanto mi costi!

Li vedi aggirarsi intorno al box dei preservativi come fanno gli orsetti intorno a un alveare, con aria indifferente. Si soffermano ogni tanto davanti alla parete piena di scatole dai tanti colori ...

Li vedi aggirarsi intorno al box dei preservativi come fanno gli orsetti intorno a un alveare, con aria indifferente. Si soffermano ogni tanto davanti alla parete piena di scatole dai tanti colori e dalle marche diverse, ma appena la porta della farmacia si apre, si allontanano come se l’aria spostata dal cliente che entra li facesse svolazzare via. Sono i “timidi del preservativo”. Lo vogliono, gli serve. Ma si vergognano e lo comprano in solitudine. Esiste, a detta dei farmacisti, anche un identikit del vergognoso del condom: uomo e ultra 40enne. Poi ci sono quelli dell’acquisto “consapevole e maturo”, che si fermano poggiando il gomito sul bancone e dicono al farmacista: «Quale mi consiglia?». Infine ci sono loro: i “rivoluzionari del preservativo”, coloro che sarebbero davvero capaci di cambiare il mondo coi loro sogni, e diffondere usi e mezzi ancora non del tutto accettati dalla Chiesa: i giovani. Il preservativo serve soprattutto a loro, ai teenager, che conoscono ancora così poco il loro corpo e la sessualità e devono proteggersi.

DISPOSITIVO MEDICO DAL COSTO ECCESSIVO. Il preservativo questo è: un “dispositivo medico” che protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili. Invece si rivela sempre più un bene di lusso. Vuoi perché il costo della gomma naturale (materiale prima per la sua produzione) continua a crescere. Vuoi perché la filiera della produzione e distribuzione non cede ai propri interessi. Vuoi perché è, appunto, uno strumento “del sesso”. E tutto quel che ha a che fare col sesso, costa. «Il target del preservativo è costituito in primo luogo da 30-40enni», spiega il dottore Piergiovanni Battibocca, di una delle farmacie comunali dell’Aquila, intervistato da Marianna Gianforte. «Poi vengono i teenager, infine gli ultra 40enni e i 60enni».

Il costo delle confezioni varia a seconda della marca e della quantità dei condom nella confezione, ma anche a seconda delle varianti che le case produttrici s’inventano per arrivare a tutti: profumati, colorati, “saporiti” alla frutta, amatissimi dai ragazzi. «I preservativi hanno un costo troppo alto – aggiunge Battibocca – dovrebbero costare molto meno, visto che sono indispensabili per prevenire le malattie trasmissibili sessualmente, come l’Aids, la Sifilide, il Papilloma virus, l’Epatite e altre. Dovrebbero essere alla portata di tutti». E invece? Sulla confezione finale pesa il costo non solo della materia prima di cui sono costituiti i condom, la gomma. Ma anche il packaging e la filiera produttiva. «Ci vorrebbe uno sforzo in più da parte delle case produttrici, dei distributori, e infine dei farmacisti e dei supermercati che li vendono al pubblico». Anche se questi ultimi posso incidere davvero poco sul costo finale della confezione. «E avviare un confronto tra associazioni per i consumatori – è la proposta del medico – i produttori, Federfarma e il Ministero».

I PREZZI. Il costo varia, ma nemmeno tanto. Per fare un esempio, prendiamo i Durex. La confezione da 6 di “Settebello Classico” costa 7,50 euro. Quella da 12 costa 12,90. Una di “Durex Jeans” da 12 preservativi costa 12,90; una di “Love” 11,90; una di “Tropical” (ai gusti di frutti tropicali) da 6 condom costa 9,90 euro. Una confezione di “Contatto Ultra” da 12 costa, invece, 15,90 euro.

L’ESTERNALIZZAZIONE NON RIGUARDA SOLO LE AUTOMOBILI. Intanto i preservativi vengono sempre più spesso prodotti all’estero, oggetto di outsourcing, un po’ come avviene con le automobili e i vestiti. Le aziende scelgono i Paesi dove costa meno produrre, ma anche dove potrebbero essere più bassi i controlli e i test sui singoli preservativi. Tra i più grandi produttori di preservativi c’è la Gran Bretagna, dove ad esempio la Durex produce i “Settebello Classico”. Ma in pole position nel mondo c’è la Malesia. L’anno scorso la produzione di condom in Malesia ha superato un miliardo di unità prodotte. L’export ha superato i 75 milioni di euro. Le previsioni per quest’anno sono per una crescita di oltre il 7% della produzione, grazie anche all’accresciuta produzione di latex: la Malesia è, infatti, il quarto produttore mondiale di gomma naturale.

SELF SERVICE COME AL DISTRIBUTORE DI BENZINA. Ma allora come arginare gli alti costi dei condom? Bisogna ingegnarsi un po’ e, come si fa con il pieno di benzina alla pompa self service, meglio prenderli ai distributori automatici posti fuori dalle farmacie sia nelle ore di chiusura che in quelle di apertura dei punti vendita. «I prezzi sono inferiori rispetto a quelli venduti all’interno – spiega Giorgio Masciocchi, presidente dell’Afm (Azienda municipalizzata) dell’Aquila – con una differenza di prezzo che può oscillare tra 1 e 1,20 euro».

E poi, finalmente, non ci si pensa più e si può andare a fare l’amore.

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