Mercato e LibertàMargaret Thatcher, RIP

Oggi è morto uno dei più grandi leader politici mondiali del Novecento, nonché uno dei pochi esempi di successo di leader politico liberale, Margaret Thatcher. Le persone si chiedono il perché del...

Oggi è morto uno dei più grandi leader politici mondiali del Novecento, nonché uno dei pochi esempi di successo di leader politico liberale, Margaret Thatcher.

Le persone si chiedono il perché delle cose quando queste vanno male. Io, da pessimista, me lo chiedo quando vanno bene: in politica, infatti, ritengo che il declino sia la norma e le riforme l’eccezione.

Di grandi leader politici se ne trovano, nei paesi fortunati, un paio ogni secolo. La Gran Bretagna ha avuto Churchill e Thatcher, e l’Italia è da tre o quattro decenni che ne sta cercando uno, senza riuscirci.

Essendo più facile vincere le elezioni che cambiare in meglio un paese, più facile ottenere consensi vendendo privilegi che difendendo la rule of law, più facile conquistare voti rovinando le finanze pubbliche che risanandole, più facile procrastinare la soluzione di un problema che affrontarlo e risolverlo, in democrazia leader responsabili e coraggiosi sono una rarità. La tendenza naturale è verso la ‘great degeneration’ (come la chiama Niall Ferguson).

Quando ciò che è buono è una tragedia dei beni comuni, e ciò che non lo è è nell’interesse individuale di chi prende decisioni, come in politica, è normale che le Margaret Thatcher siano una rarità, come lo sono i Martin Luther King, i Winston Churchill, i Mahatma Gandhi. Ma saranno queste eccezioni, se mai ne vedremo una, a salvarci, perché la tendenza naturale della politica è la rovina delle istituzioni giuridiche, sociali ed economiche, e la loro sostituzione con l’intermediazione politica.

La Thatcher dimostra che i sistemi politici a volte riescono a rigenerarsi; che ciò è più facile in sistemi “Westminster” con un leader politico forte e ‘accountable’ verso l’elettorato; e che per cambiare un paese è necessario un forte carisma personale e ancora più forti convinzioni morali e ideologiche. L’unica difesa contro le sabbie mobili del pragmatismo opportunista sono i valori non negoziabili: tutto il resto è in vendita per una manciata di voti. Tutto ciò non è sufficiente, ma nessun sistema politico paludato e in preda al cupio dissolvi potrà mai farne a meno.

Pietro Monsurrò

@pietrom79

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