Dialoghi semiseri“Con leader come Zanda non vinceremo mai”, vero Nanni?

Sono passati oltre dieci anni dal celebre anatema di Nanni Moretti, ma il grido di rabbia del regista contro l'eterna indettitudine della classe dirigente (!?) del centrosinistra è più attuale che ...

Sono passati oltre dieci anni dal celebre anatema di Nanni Moretti, ma il grido di rabbia del regista contro l’eterna indettitudine della classe dirigente (!?) del centrosinistra è più attuale che mai, e torna alla memoria di tanti di noi ogniqualvolta leggiamo dichiarazioni come quella odierna di Luigi Zanda.

Che è successo stavolta? Il capogruppo PD al Senato ha rotto il suo silenzio, dal quale non l’aveva distolto la drammatica deriva del suo partito, il disastro dell’elezione del presidente della repubblica, la resa incondizionata al PDL in occasione della formazione del nuovo governo, per esternare in merito alla condotta morale di Berlusconi, alla sua scarsa attitutidine a incarichi istituzionali, alla sua (siamo sempre là) asserita ineleggibilità per una arcana legge del 1957.

Uscite come quella di Zanda sono indicative della perdurante subalternità politica, culturale e ideologica di certa parte del Partito Democratico, che nella sua pochezza non si accorge neppure di certificare così la sua assoluta inutilità. Che te ne fai di un partito che invece di darsi da fare per battere politicamente l’avversario invoca scorciatoie che lo mettano fuori gioco a prescindere dal consenso che questi è capace di ottenere? Aveva proprio ragione Nanni Moretti, con questi dirigenti non vinceremo mai.

Peccato che undici anni dopo siamo ancora a questo punto.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

X

Linkiesta senza pubblicità, per gli iscritti a Linkiesta Club

Iscriviti a Linkiesta Club